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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

L’export trama la ripresa toscana Quattro distretti nella “top 15” d’Italia. Il report di Intesa Sanpaolo: Chianti, marmo e pelletteria sono d’oro ... Sono i distretti a fare da volano all’economia del territorio, con una crescita di fatturato stimata per il 2015 e il 2016 del 3,2% l’anno. Già nel biennio 2013 e 2014 i segnali sono stati positivi, con un incremento del volume di affari per le imprese distrettuali che si è attestato sull’l%. È quanto emerge dal settimo rapporto annuale di Intesa Sanpaolo sull’economia e finanza dei distretti industriali, che analizza i bilanci aziendali degli ultimi sei anni di circa 12.100 imprese italiane appartenenti a 144 distretti industriali e di 34.300 imprese non-distrettuali attive negli stessi settori di specializzazione. La Toscana si distingue tra i distretti italiani registrando un secondo posto che va ai vini del Chianti, preceduti dalla gomma del Sebino Bergamasco. Sul podio anche il distretto della pelletteria e calzature di Arezzo, che conquista il terzo posto, mentre rientrano tra i primi quindici distretti italiani per crescita é redditività la pelletteria e calzature di Firenze e il marmo di Carrara. Tra i punti di forza che hanno permesso ai distretti toscani di raggiungere ottimi risultati, la maggiore capacità di esportare, effettuare investimenti all’estero e registrare brevetti e marchi. Negli ultimi anni si è intensificata anche l’attività innovativa e di branding. Sempre più diffuso, inoltre, il reshoring, cioè il rientro nei territori distrettuali di produzioni che erano state trasferite all’estero.
La Toscana si conferma, infine, uno tra i leader in ambito europeo del sistema moda, su un totale di 244 regioni considerate nell’indagine della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. E’ infatti tra i primi cinque posti in Europa per addetti nei settori ad alta densità distrettuale con i distretti delle calzature e pelletteria di Firenze e Arezzo, concia e calzature di Santa Croce sull’Arno, tessile e abbigliamento di Prato e di Arezzo. Le imprese dei distretti fanno e faranno meglio delle imprese non distrettuali appartenenti agli stessi settori di specializzazione. Tra il 2008 e il 2014 le aziende distrettuali sono cresciute del 5% in più rispetto alle altre e nel 2014 hanno messo a segno un + 1% di fatturato, a fronte della stagnazione del manifatturiero, che ha accusato un arretramento. Secondo le attese, a fine anno i distretti avranno recuperato i livelli di fatturato del 2008, mentre per l’intero manifatturiero si dovrà aspettare il 2018.

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