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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Nasce Nino, il vino dell’ingegnere Presentata la nuova etichetta della famiglia Folonari ... Si chiamava Giovanni, ma per tutti era Nino. Anzi, “l’Ingegner” Nino. Era un “ragazzo del 99”, Giovanni “Nino” Folonari, di quelli che andarono a strappare agli austro tedeschi gli ultimi lembi di Italia irredenta verso la fine del 1918. E, come dice il cognome, fu ovviamente un uomo del vino: bresciano di nascita, fu il primo dei Folonari a credere nella centralità toscana dell’azienda: ricostruì la Ruffino distrutta dalle bombe del secondo conflitto mondiale, poi nei primi anni Sessanta partecipò alla formazione della legge che costituiva le Doc (e poi le Docg) per recuperare il gap con i francesi, e fu presidente di Federvini. Per mettere ancor più radici - e vigneti - sui colli toscani, acquistò da Raffaele Mattioli la tenuta di Zano e poi la Villa di Nozzole, a Greve in Chianti, e guidò l’azienda fino alla morte, nel 1979. Una storia così non poteva diventare che... un vino. E così è stato, per volontà di Ambrogio e Giovanni Folonari, figlio e nipote di Nino, oggi azienda familiare, dopo la separazione dalla Ruffino e dal resto della famiglia all’inizio del ventesimo secolo. Un rosso della famiglia Cabreo, ma più che mai radicato per stoffa e per sentori e sapori in quelle colline toscane a cui Ambrogio e Giovanni hanno votato tutta l’attenzione e l’energia, con 200 ettari di vigne per quasi un milione e mezzo di bottiglie tra Chianti Classico, Montepulciano, Montalcino, Maremma e Bolgheri: 26 etichette, 4 grappe, un vinsanto e un olio extravergine. Il miglior frutto dell’eredità in Nino (l’elegante etichetta reca la riproduzione della firma dell’ingegnere), presentato ieri a pranzo all’Enoteca Pinchiorri: 85% Sangiovese e 15% Colorino, insomma l’identità chiantigiana, solo 2mila bottiglie (e il traguardo non supera le 10mila), annata in commercio il 2011, lungo affinamento in barrique e bottiglia dopo attenta e lenta vinificazione. Morbido, setoso,sentori di frutta rossa: un omaggio davvero ben riuscito.

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