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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

In alto i calici, bollicine da record All’Expo la sfida italiana del vino. Alla conquista dei mercati più lontani. Padiglione con VeronaFiere ... Il biglietto da visita sono le performance economiche del settore da un anno a questa parte: le bollicine italiane hanno superato, per la prima volta, quelle francesi; l’export continua a crescere. Ma la sfida da giocare all’Expo di Milano si chiama valorizzazione. Non solo del prodotto, ma dei territori. Perché, come sottolinea Ottavio Cagiano de Azevedo, direttore generale di Federvini, “la marcia in più dell’Italia è la specificità dei suoi territori. Ma occorre farla conoscere ai mondo. Riuscire a spiegare ai cinesi, per esempio, perché non esiste un vino italiano e perché, invece, la grandissima varietà delle nostre produzioni costituisce la forza per affrontare i mercati internazionali”. Federvini è una delle associazioni che partecipa al comitato scientifico del Padiglione del vino, un progetto da 2.000 metri quadrati di superficie espositiva, curato dall’architetto Italo Rota e promosso dal ministero delle Politiche Agricole con l’obiettivo di raccontare la storia del rapporto tra uomo, natura e territorio nella produzione vitivinicola. E, soprattutto, per mostrare ai visitatori dell’Expo le potenzialità dell’Italia garantite dalle esperienze di un settore che vale circa 15 miliardi di euro.
“I dati più recenti, riferiti agli ultimi sei mesi del 2014, rivelano un segno positivo sul valore, più alto di quello registrato nel precedente semestre - precisa Cagiano
- e alla vigilia del 2015 si arriva una media dell’1 per cento in più. Una conferma che, anche in uno scenario internazionale complesso come quello dove si trova a operare l’industria del vino, la valorizzazione del prodotto italiano continua a crescere. Fuori dai mercati europei, le nostre etichette segnano un +5 per cento. Soprattutto grazie alle performance negli Usa”. E anche se il mercato interno continua a riservare “qualche limatura in negativo”, il vino in bottiglia - che dieci anni fa copriva solo il 40 per cento del fatturato - è “oggi testa a testa con quello sfuso, e sì intravede la possibilità di un sorpasso”.
Tutela della qualità e aggregazione tra produttori sono le carte che il settore dovrà giocare per vincere sui mercati internazionali. Ed è di queste strategie che si parlerà
a “Vino - A taste of Italy”, com’è
battezzato il Padiglione che Veronafiere sta allestendo sul sito
dell’Expo.
“Dall’esposizione universale - continua Cagiano - ci aspettiamo contributi alla ricerca, indispensabile per aprire nuovi mercati, alla sostenibilità e a progetti per una più accorta gestione del territorio. Da grandi protagonisti dell’agroalimentare, abbiamo l’occasione di parlare di tutto questo. Puntando, però, anche a farci conoscere. L Expo può aiutare la promozione delle nostre eccellenze”.

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