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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Il vino made in Tuscany inebria gli Stati Uniti. Chianti e Brunello conquistano le tavole dei buongustai americani ... Più grande e in grande stile is better. Anche il vino toscano, per crescere in America, ha bisogno di fare squadra evitando piccoli eventi “poco utili se non dannosi”. Parola di Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine & Food Institute di New York, l’organizzazione che dal 1983 si occupa di promuovere l’immagine delle eccellenze italiane in America. Esperto di vino e prima ancora di comunicazione e valorizzazione dei prodotti Made in Italy, Caputo è l’uomo che negli anni Settanta ha aperto e sviluppato l’ufficio Ice di New York (l’Agenzia governativa per la valorizzazione all’estero delle imprese italiane) contribuendo i far decuplicare le esportazioni divino italiano negli Usa fra il 1974 e il 1982. Ogni anno organizza e promuove il Gaia Italia che mette in vetrina nella Grande Mela il meglio della produzione di casa nostra. La sua strategia? Stare uniti. Non, sempre facile, nella terra dei campani li.
Caputo, qual è la forza del brand Toscana in America?
“Oggi i vini toscani, dal Chianti Classico al Brunello, sono i porta- bandiera di una regione che in un nostro recente sondaggio è risultata la più nota ai consumatori americani come zona produttrice di grandi bottiglie”.
Che cosa cercano gli americani in un vino?
“I consumatori Usa sanno valutare molto bene, contrariamente a quanto spesso si crede in Italia, e danno la preferenza ai vini che offrono il miglior rapporto fra prestigio, prezzo e qualità”.
Cosa serve per crescere? “Il Made in Italy e il Made in Tuscany sono apprezzati, ma sarebbe opportuno incrementare campagne pubblicitarie e promozionali, anche per giustificare i costi più elevati del Made in Italy”.
Il gusto dei consumatori è in costante evoluzione: cosa occorre per conquistare il mercato?
“I produttori italiani hanno costantemente migliorato i loro vini, m raccomanderei di fare più squadra. Si fanno troppe iniziative modeste ed inutili, se non dannose, sprecando fondi. Sarebbe preferibile realizzare eventi impegnativi e di maggior impatto”.
Ci sono prodotti come il Parmigiano che negli Usa vengono “copiati”. Anche il vino deve combattere questo fenomeno?
“Tutti i prodotti di successo vengono imitati e copiati, ma invece di lamentarsi occorrerebbe fare delle campagne ad hoc: bisogna convincere i consumatori a comprare gli originali”.
Sono in programma eventi dell’Italian Wine & Food Institute che vedranno protagonisti i vini toscani?
“Certamente. Il più importante è il Gaia Italia che si terrà il 18 febbraio 2016 a New York”.

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