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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Il vigneto Toscana batte ogni record … I primi grappoli sono già nei cesti, se non in cantina: è il caso dei bianchi, chardonnay e sauvignon e poi vermentino, ansonica e viognier, sempre più diffusi anche nel Vigneto Toscana. Che è terra di grandi rossi, e con quelli fa la fetta più grossa dei 200 milioni di euro messi in cassa da gennaio a marzo grazie all’export che tira, segnando un +20,7% sul 2014 e puntando dritto verso il possibile record degli oltre 800 milioni. Ma ormai anche la Toscana ha scoperto la vocazione e il mercato del bianco e della bollicina: i vini delle donne e dei giovani, i vini degli aperitivi. Non solo prosecco.

I cesti, con l’anticipo dovuto al gran caldo di luglio che ha accelerato l’evoluzione delle vigne, ci va già anche qualche uva rossa. Il merlot. “Magnifici. Buccia croccante, buone gradazioni potenziali, colore”: sintetica ed efficace la fotografia scattata da Lamberto Frescobaldi, a capo della griffe di famiglia, che il merlot lo coltiva a Castiglioni, nel Chianti, ma anche a Magliano, in Maremma, dove pure “la cosa che più ci sorprende positivamente - aggiunge - sono i buoni livelli di acidità e quindi non solo uve ricche ma anche eleganti e da invecchiamento”. Eccellenza, insomma. Frescobaldi si lancia volentieri in una previsione “a cinque stelle”. Ma sarà davvero così? Sul piano della quantità, c’è da prevedere - stime di Coldiretti e Assoenologi - un lieve calo sul 2014, nell’ordine di

un 5%, per un totale di 2,6 milioni di ettolitri, comunque una bella cifra visto che il 70% è destinato all’export, mentre il restante 30 continua a fare i conti con un mercato nazionale ancora incerto e traballante. Colpa del gran caldo di luglio? “In parte sì, perché il calo si registra in termini di resa, abbiamo cioè un acino più piccolo”, spiega Giampiero Pazzaglia, coordinatore del Consorzio del Brunello di Montalcino.

Tanto che, per fare un altro esempio, nella zona di Cortona il calo si dovrebbe assestare sul 10%, proprio a causa del caldo e della siccità. La qualità, però, è attesa dovunque altissima, sono d’accordo anche lo stesso Pazzaglia (“Da noi in luglio c’è stata anche la pioggia...”) e Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Chianti Classico.

Certo, adesso tutti sperano nel meteo. Sole, notti fresche, qualche goccia di pioggia: ecco l’ideale. Il Vigneto Toscana è pronto, con i 4-5 mila posti di lavoro creati per l’occasione. E ci sperano tutti, da Montalcino, dove tra una settimana si comincerà a cogliere l’uva da Brunello (nei campi più bassi, però: quelli più alti andranno al 10 ottobre) a Montepulciano terra del vino “in rosa” (il lavoro nel mondo del vino è donna). E c’è chi già celebra i suoi grandi prodotti. Come Antinori: a Tignanello, tra una settimana, si ricolmano le bottiglie della prima annata, il 1971. Eccellenze di Toscana.

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