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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Intesa dà credito all’agroalimentare. E il ministero cambia ancora nome ... Sei miliardi in tre anni per investimenti e settantamila posti di lavoro ... Sei miliardi di euro in tre anni a disposizione dell’agroalimentare del Belpaese, per generare 10 miliardi di investimenti e 70mila nuovi posti di lavoro. A benedire l’accordo tra Intesa Sanpaolo e il ministero delle Politiche agricole, siglato a Palazzo Chigi, è personalmente Matteo Renzi. E l’occasione torna buona al premier per annunciare l’ennesimo cambio di nome del dicastero guidato da Maurizio Martina che, a breve, diventerà ministero dell’Agroalimentare. Martina aveva infatti auspicato a dicembre scorso che si desse vita a un “soggetto statale unitario agroalimentare”.
“L’Italia c’è - esordisce Renzi
-, l’agricoltura e l’agroalimentare non sono il passato di questo Paese, ma la pagina più bella che è ancora da scrivere e che scriveremo”. A marzo, il governo sosterrà il settore anche con una missione di sistema negli Usa. Renzi ci tiene a ricordare le cifre record del settore, che nel 2015 ha totalizzato 36 miliardi di export. Mentre i vertici di Coldiretti fanno sapere che il fatturato dell’agroalimentare italiano, nell’anno di Expo, ha raggiunto i 125 miliardi sotto la spinta del record storico delle esportazioni e della ripresa dei consumi interni. “Dobbiamo però arrivare a 50 miliardi di export
- rilancia Renzi - perché non è possibile che l’Italia con le sue caratteristiche non riesca ad arrivare a quei risultati. Ci vorrà qualche anno ma ci arriviamo”.
E l’accordo creditizio con Intesa Sanpaolo, per il ministro Martina, è «un ulteriore passo avanti molto significativo per l’agroalimentare”, nell’intento di favorire gli investimenti, specializzare il credito in un settore che ha esigenze specifiche e semplificare il rapporto tra credito e imprese. Il plafond messo a disposizione da Intesa Sanpaolo, definita da Renzi “uno dei principali player europei”, è destinato prioritariamente alla realizzazione di investimenti per la valorizzazione e lo sviluppo delle filiere produttive italiane, anche con l’obiettivo di generare processi di internazionalizzazione, investimenti destinati a favorire il ricambio generazionale nel settore, la digitalizzazione e l’ecommerce e investimenti per la ricerca, la sperimentazione, l’innovazione tecnologica e la valorizzazione dei prodotti. “La nostra banca - dice Messina - è pronta anche ad accogliere una domanda di credito di 6 miliardi di euro. Questo accordo può dare una spinta alla crescita del Paese”.

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