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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Filiera più corta per il vero Chianti. Si potrà imbottigliare solo in Toscana ... Il vino Chianti Docg si potrà imbottigliare soltanto in Toscana per garantire maggiore tracciabilità e tempestivi controlli del prodotto, a tutela del consumatore. “E’ un momento storico per una denominazione così grande. Il lavoro è stato molto lungo ma ce l’abbiamo fatta”. Il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Bausi, ha chiuso così il suo intervento all’audizione pubblica che si è svolta ieri a Firenze. Una riunione indetta dal Ministero delle Politiche agricole e dalla Regione Toscana per confrontarsi con gli operatori di filiera sulle proposte di modifica al disciplinare del Consorzio Chianti docg, ormai in via di approvazione. “Un momento storico”, secondo il presidente Bausi, perché oggi il Chianti vinificato in Toscana può arrivare sfuso in Cina, Sudamerica, Africa e lì essere imbottigliato, sfuggendo ai controlli che invece ci sono sulle aziende della nostra regione. Dalla vendemmia 2017 questo non sarà più possibile. “La denominazione di origine controllata - sottolinea il presidente Bausi - diventerà davvero garantita. Il consumatore saprà che quello che c’è in bottiglia è il nostro vino, prodotto, invecchiato e imbottigliato in Toscana. Con questa modifica poniamo fine ad una discussione che si trascina da 17 anni”. Un primo tentativo di ridimensionare l’area risale al 1999. Il provvedimento, che garantirà maggiore tracciabilità e controlli sulle aziende e con il quale sarà bloccato ogni nuovo imbottigliatore con sede fuori regione, non è retroattivo. Potranno continuare a imbottigliare vino Chianti le aziende fuori Toscana che già lo fanno da almeno due anni e ciò metterà al riparo da eventuali ricorsi. Le proposte di modifica, con la riunione di pubblico accertamento di ieri, che non si è conclusa con una votazione, ma con un verbale, entrano ora nella fase finale dell’iter di approvazione. Il provvedimento passerà all’esame del Comitato nazionale vini, quindi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e il decreto ministeriale. “Il lungo iter burocratico - dice il direttore del Consorzio Vino Chianti, Marco Alessandro Bani non potrà concludersi entro agosto e quindi la vendemmia 2016 si svolgerà secondo le regole attuali. Pensiamo però che per la prossima vendemmia, anno 2017, le modifiche al disciplinare saranno entrate in vigore”. Oltre all’obbligo di imbottigliamento in Toscana, le proposte di modifica al disciplinare prevedono l’aumento della gradazione del Chianti Rufina da 11 a 11,50.

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