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La Nazione / Il Giorno / Il Resto Del Carlino

Vino, mercati Usa a rischio con Trump Nuovi scenari di business in Cina ... Qualche apprensione dall’elezione di Donald Trump, ma anche fiducia per la possibile apertura a un. mercato tutto nuovo di un miliardo di potenziali consumatori. Tira aria di “fiduciosa inquietudine” nel Vigneto Toscana, atmosfera condivisa un po’ tra tutte le più grandi griffe del vino italiano: se lo sono detto, chiacchierando tra una degustazione al Castello di Nipozzano e una cena alla cantina-cattedrale di Bargino, ospiti di padroni di casa di blasone e rappresentatività come i Frescobaldi e gli Antinori, i Cavalieri del Lavoro del Vino. Tra loro ci sono da Vittorio Frescobaldi a Gino Lunelli degli spumanti Ferrari, da Gennaro Pieralisi a José Rallo, da Francesco Argiolas a Piero Antinori, da Paolo Panerai a Gian Annibale Rossi di Medelana, da Lapo Mazzei ad Aldo Brachetti Feretti, da Bruno Ceretto a Sandro Boscaini, dagli umbri Caprai ai veneti Carpené, dai Gancia ai Riccadonna, da Erminio Sella pronipote dello statista Quintino a Ezio Rivella, dai Serafìni Ferri Rossi di Medelana al fiorentino Lorenzo Pinzauti. Per iniziativa di Bruno Ceretto, hanno iniziato a riunirsi per assaggiare le “chicche” delle rispettive cantine,prima in Piemonte poi a giro per l’Italia, e quest’anno appunto tu Toscana. Vecchi amici uniti da obiettivi comuni se non condivisi. In primis la diffusione del nostro vino nel mondo: l’Italia ha riconquistato la leadership globale con una produzione di 48,5 milioni di ettolitri e che l’export vale ormai oltre 5,5 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 3% sull’anno passato (la Toscana si avvia a sfiorare il miliardo di euro). “Ma1rado le incertezze e la frenata negli investimenti, nel nostro settore si avverte un’atmosfera ottimistica” dice Piero Antinori. Che comunque sottolinea qualche preoccupazione circa l’arrivo di Trump alla Casa Bianca: “Si teme possa cambiare le abitudini del consumo negli Usa e che instauri una politica protezionistica con barriere doganali che potrebbero incrinare il successo dei nostri vini Oltreoceano”. D’altro canto, però, ammette Antinori, tra i Cavalieri del Vino c’è fiducia verso paesi come la Cina. “Secondo attendibili previsioni - dice - nei prossimi 20-30 anni si allargherà di circa un miliardo di persone la platea di chi potrà accedere a prodotti e beni voluttuari. Il vino farà la sua parte. Se conquistassimo anche un decimo di questa nuova “piazza”, per noi sarebbe importante”.

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