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La Nazione / Quotidiano Nazionale

Robot tra i ifiari fa il check-up alle vigne ... Il contadino controlla con lo smartphone... Progetto internazionale in gestazione nei laboratori di Toscana Ljfe Sciences... Una macchina che attraversa tutta la vigna, filare per filare, scruta il colore delle foglie come la grandezza o conformazione del grappolo, studia la terra da cui tutto prende vita e le sue componenti chimiche; una sorta di visita del “dottore” (non inteso come colui che cura il malato ma come la guida, il supervisore della sana crescita) alle viti, da cui il robottino stesso trarrà la sua “ricetta magica”, ovvero dati sullo stato di salute della coltivazione. L’elaborazione dei numeri e simulazioni di crescita finiranno poi in un database, cui il contadino accederà tramite computer o più semplicemente, strada facendo, con uno smartphone (come una qualsiasi app). Non è fantascienza ma realtà, tra l’altro a noi molto vicina. Il progetto - giunto al secondo anno e con sperimentazione già fatta - si chiama “VineRobot” ed è finanziato con oltre 2 milioni di euro dalla Commissione europea nell’ambito del 7° Programma Quadro. Protagonista di un progetto che porta l’innovazione tecnologica all’interno della vitivinicoltura è un pool di aziende di Spagna, Francia, Germania e Italia con università ed enti di ricerca. E a rappresentare l’Italia, occupandosi tra l’altro proprio della parte robotica (la macchinina), è Sivis, startup innovativa con stabilimento nel grossetano e sede a Siena all’interno dell’incubatore Toscana Life Sciences: proprio qui da oggi a giovedì si svolgerà il meeting di valutazione del secondo annodi attività del progetto VineRobot. Scopo finale del progetto è dunque la messa a punto di un robot per il monitoraggio automatico dei vigneti. La fase sperimentale condotta con il primo prototipo è già avvenuta in Francia e in Spagna e a fine 2016 si arriverà al prototipo preindustriale da portare in giro per il mondo ad affrontare il mercato. “La macchinina-robot va da sola in giro per le vigne - spiega Enrico Faenzi, responsabile del progetto per Sivis - È dotata di sensori e telecamere, senza toccare la pianta, memorizzano dati e li trasmettono al sistema centrale. Ha anche un gps con cui fa una mappatura della vigna, rilevando ad esempio se una parte del terreno ha bisogno di acqua; può simulare anche come sarà la raccolta e indicare quando fare la vendemmia. Una rilevazione tempestiva, puntuale per tenere d’occhio a distanza la vigna, ma anche in grado di tracciarne la storia: una banca dati storica pianta per pianta, in tutti i periodi vegetativi, utile per gli agronomi . E il coltivatore può tenere d’occhio tutto anche solo consultando lo smartphone”.

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