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La Nazione

Chianti, tempo di record. Ma c'è il giallo del distretto ... Gli americani l'adorano (anche gli italiani e i tedeschi, comunque). Per i sommelier tricolori è l'unico territorio di Toscana degno di entrare — pur con prodotti diversi — nelle nomination per gli Oscar dell'Ais, il più ambito premio italiano. Con gli altri grandi «fratelli» toscani , ha condiviso tra sabato e domenica l'assalto di quasi 4.000 esperti, addetti ai lavori, semplici appassionati che si sono affollati a degustare e meditare alla «Corte» del principe Duccio Corsini a San Casciano.
Un magic moment davvero, per il Chianti Classico, che punta sul suo marchio d'immagine, lo storico Gallo Nero, per rendersi ancora più inconfondibile, inequivocabile. Con una politica della comunicazione diretta finalmente al consumatore ultimo: è un pallino della presidente Emanuela Stucchi Prinetti, che l'ha spiegata, la nuova linea di immagine, presentando ieri una nuova guida, Le aziende e i vini del Chianti Classico, curata da Luca Managlia e Leonardo Romanelli con la collaborazione di Sandro Bosticco, Michele Franzan e Vito Lacerenza, e pubblicata in agile formato tascabile da Mondadori Electa.
«Un valore aggiunto al vino, l'identificazione e la conservazione del territorio», spiega la presidente che intanto presenta anche il nuovo direttore del Consorzio Chianti Classico: si tratta di Diuska Luppi, milanese, esperienze da manager in Nestlé. Una novità, ma non l'unica: con il Gallo Nero che assume più marcata funzione di comunicatore, ecco i compiti divisi e le «sponde» tra istituzione, ecco la Fondazione che si occupa del territorio e fa sentire chiaro e forte il «no», per esempio, al progetto di elettrodotto dell'Enel. «No» che si ripete anche da parte dei produttori, per bocca del Consorzio. Al quale saranno affidate anche tutte le difese,le battaglie anti-contraffazione e anti-mistificazioni ...

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