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La Nazione

Più uva grazie all'acqua. Quest'anno non ci saranno anticipi nella vendemmia ... Sole, soprattutto. «Un mese di sole, e la vendemmia 2002 sarà da favola»: è l'invocazione che si leva più o meno da tutto il Vigneto Toscana. Lo chiedonole uve bianche di Montecarlo e i rossi del Chianti, il Brunello e i nettari emergenti della Maremma e della costa livornese. Qualcuno, come Francesco Mazzei, rivela addirittura che già domani comincerà a staccare i grappoli del suo merlot maremmano, altrove, se vedete operai
nella vigna, è perché sono in corso le ultime forbiciate di "vendemmia verde": si libera la vite dal carico eccessivo, un po' come i velocisti che buttano via le borracce e i panini per togliere zavorra in vista del rush finale.
«Non c'è stato danno dalle piogge di luglio e agosto»: Niccolò D'Afflitto, enologo, "mago" dei Supertuscans Frescobaldi, conferma quello che già
qualche giorno fa aveva anticipato Roberto Bruchi, direttore di Aprovito, l'Associazione dei produttori vitivinicoli toscani che raccoglie oltre 2.500 imprese. Non c'è stato danno: il réfrain corre anche sulla bocca di Stefano
Campatelli, direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino, e più o meno sono le parole di Osvaldo Allegro, presidente della Cantina I
Vini di Maremma, 420 soci sulle strade «emergenti», i nuovi rossi di Monteregio e di Montecucco. Semmai, le piogge hanno riportato equilibrio nelle piante, che erano state
stressate dal gran caldo anticipato di giugno, in una fase pericolosa, «e in questo modo - nota Campatelli - si tornerà alla vendemmia nel periodo
tradizionale, la terzadecade di settembre, mentre nelle ultime due annate si era anticipata la raccolta anche di un paio di settimane». Rispetto al 2001, anzi, notano Mazzei e D'Afflitto, potrebbe aumentare proprio in virtù
dell'acqua estiva la quantità totale di raccolto, «e se c'è stata qualche grandinata - dice ancora D'Afflitto - non ha provocato in fin dei conti danni gravisismi, noi a Remole abbiamo avuto una tromba d'aria che ha spazzato via tutto quello che ha trovato in un raggio di 30 metri, ma intorno tutto è rimasto com'era». Anche perché, tutto sommato, non è piovuto poi così tanto finora: 110 millimetri d'acqua in agosto a Pomino, 30 millimetri in Maremma. «Intanto - spiega D'Afflitto - si possono già togliere le uve per i novelli: e se poi il sole ci sostiene, potremo realizzare vini meno duri, più strutturati». Con qualche vantaggio rispetto al Nord falcidiato dal maltempo? «Non credo: nelle nostre vigne friulane è piovuto tanto, ma con le competenze tecniche raggiunte dalla viticoltura non è marcito nulla» (arretrato "La Nazione del 25 agosto 2002)

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