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La Nazione

La Toscana regina del vini. Dopo il Gambero anche l'Espresso ... Toscana batte Piemonte 59 a 49. Il vino di grande qualità abita qui: dopo i bicchieri del Gambero Rosso, ecco la conferma da un'altra guida prestigiosa, quella dell'Espresso, alla terza edizione ma già diffusissima tra addetti ai lavori, appassionati, enoturisti e curiosi. Presentata ieri alla Stazione Leopolda nel segno di una inedita alleanza con la moda, perché «noi puntiamo la massima attenzione sul "saper fare" italiano», spiega Gaetano Marzotto presidente di Pitti Immagine, e perché «Firenze è una delle capitali mondiali del vino e della qualità», replica il direttore della guida, Enzo Vizzari.
Infatti. Tra gli oltre 8mila vini assaggiati dai curatori Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, la Toscana conquista il primo gradino del podio, con 59 etichette sulle 152 dell'eccellenza anche se nella "nazionale" delle "cinque stelle" il Piemonte si becca sei "maglie" contro le quattro toscane (Fonterutoli, Ornellaia, Pacenti, Poliziano) e una del Veneto. Ma Fonterutoli e Il Poggione fanno incetta di nomination, ed è toscano il vino al top (in condominio con un barolo), il Caberlot dell'azienda Il Carnasciale che la famiglia Rogosky ("europea di origine tedesca", dice la stupefatta e sognante signora Bettina) conduce a Mercatale Valdarno: 1800 bottiglie, solo magnum, di un monovitigno ottenuto da un ibrido, curato in cantina dal "mago" Vittorio Fiore. Motivo per riflettere: tra i top 24 di Toscana, infatti, solo 11 sono le "denominazioni", e ben 13 gli Igt fatti con uve che ormai hanno conquistato il territorio. Segno che il gusto è cambiato, anche senza rinnegare le radici. Molti sono di aziende medie o piccole, come Tua Rita di Suvereto, seconda, e per trovare big come Brolio o Frescobaldi si scende qualche posizione. E da Carmignano (riserva Piaggia 2000) una lezione: l'altissima qualità si può accontentare di 30 euro la bottiglia.

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