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La Nazione

L'Enoteca Italiana ha 70 anni, ma a Roma spunta un doppione ... Compleanno agrodolce per l'Enoteca Italiana di Siena. Spegnerà 70 candeline in una bella festa il 28 e il 29 novembre, con un libro e varie iniziative, anche per i giovani. Dopo un Salone del Vino — al Lingotto da domenica al 19 — che la vede guida degli eventi principali. Ma intanto, si è rinfocolata la polemica sul suo ruolo. Il governo le ha"fatto la festa", se è vero che ha lanciato "Enoteche d'Italia", il «nuovo strumento di promozione e coordinamento della comunicazione del patrimonio vinicolo», parole recenti del sottosegretario all'agricoltura Teresio Delfino. Ha sede a Roma, e già il governo ci ha investito 20 milioni di euro per due anni, contro i "soli" 755mila euro per Siena. Non solo: c'è già un presidente, Pierdomenico Garrone, pronto ad annunciare progetti «che faranno tesoro di qualificate esperienze regionali come la toscana Enoteca italiana». Regionale. Toscana. De profundis, e fine di un'epoca con il declassamento di Siena? «Siamo ancora ai proclami, ma non c'è operatività», ribatte duro il presidente dell'Enoteca Italiana Flavio Tattarini. «A Roma — continua — hanno solo un nome e un presidente ma non un consiglio, non progetti». E spara: «Garrone ignora la reale consistenza, il ruolo svolto in settant'anni, l'esperienza dell'Enoteca. Che resta un ente nazionale di prestigio per l'Italia nel mondo». Ma ora limitata, stoppata. «Hanno creato un doppione - sbotta Tattarini - ora dovranno dirci che cosa dobbiamo fare. Ma noi non avremo mai confini solo regionali».

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