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La Nazione

Il Chianti si riprende. Ma a prezzi quasi di costo. L'annata 2004 presentata a Firenze dal Gallo Nero ... Piccoli segnali di ripresa. Le vendite del Chianti Classico, dopo anni di "purga", sono tornate a crescere. Solo di poco, però, e grazie al mercato domestico perché l'export segna il passo. Ma vendere non è sufficiente. Bisogna anche guadagnare. E su questo versante è dura. Le quotazioni alla cantina variano oggi dai 180 ai 220 euro al quintale, a malapena sulla soglia della remuneratività. Ecco perciò che le prospettive generali, segnate dalla pressione di una concorrenza sempre più aggressiva specialmente sui mercati internazionali, restano problematiche. In questa situazione non resta che stringere i denti, fare quadrato e, come si dice nell'industria, fare sistema, opponendo qualità, tipicità e territorio - le carte vincenti del nostro vino e delle nostre terre - alle non poche ragioni, prima fra tutte il prezzo, della concorrenza. E' questo, all'osso, il messaggio che Giovanni Ricasoli, presidente
del Consorzio del Gallo Nero, ha illustrato ieri alla Stazione Leopolda di Firenze ad una foltissima e qualificata platea inaugurando l'"Anteprima Chianti Classico 2004", evento di apertura della settimana dedicata ai grandi rossi di Toscana con tappe specifiche a Montepulciano per il Nobile e a Montalcino per il Brunello. Sul momento critico per il vino sì è soffermata anche Maria Grazia Mammuccini, per ricordare, a nome della Regione, l'impegno a valorizzare il nostro prodotto
soprattutto sui mercati nuovi che costituiscono "una priorità strategica" e a sostenere la qualificazione dei vigneti toscani che, con 7mila ettari reimpiantati a fronte di 47,7 milioni di euro di contributi, sono ormai Docg quasi per il 60 per cento. Un impegno sul quale i vignaioli contano per affrontare i passaggi stretti e - ha detto Giovanni Ricasoli - ormai strutturali del mercato. Passaggi che sostanzialmente si chiamano: discesa dei consumi pro capite (in Italia da 108 a 55 litri, in Francia da 104 a 57, in Argentina da 84
a 39) con rare eccezioni come la Gran Bretagna o la Danimarca; aumento della produzione (in Australia le superfici sono cresciute del 138 per cento, in Usa del 25, mentre la Cina coltiva ormai 300mila ettari, un terzo del vigneto italiano). In questo mercato, che diventerà sempre più difficile, il Chianti Classico ha aumentato nel 2004, per la prima volta dopo 4 anni, le vendite dell'1 per cento in volume ma non in valore e tutte in Italia perché l'export è sceso dal 61 al 58 per cento. E le proiezioni su questo 2005 indicano una
crescita del 2-3 per cento. Non c'è da scialare. Una consapevolezza che ha spinto a decidere la riunificazione dei due consorzi - quello del marchio storico e quello del Chianti Classico - sotto le insegne del Gallo Nero che continuerà a puntare, come valore aggiunto, sulla valorizzazione del territorio. A proposito: il Classico 2004 che sta maturando in cantina promette molto bene. Sarà un vino eccellente.

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