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La Padania

Anche gli Usa si innamorano dello spumante ... Con un aumento record nel valore delle esportazioni del 15% nel primo bimestre 2006, lo spumante made in Italy “fa il botto” negli Stati Uniti, dove la domanda per le bollicine straniere cresce rapidamente. Lo afferma la Coldiretti, sulla base di una analisi dell'Italian Wine & Food Institute, nel divulgare i dati Istat sul commercio estero a marzo 2006.
L’Italia si colloca sul mercato americano al posto d’onore dopo i cugini francesi che, grazie al buon andamento dello champagne, mantengono il primato. La crescita registrata sul mercato statunitense conferma l’andamento positivo fatto registrare dallo spumante italiano sul mercato mondiale dove nel 2005 il valore delle esportazioni è aumentato del 7,3% e ha raggiunto 262 milioni di euro, per una quantità equivalente a oltre 115 milioni di bottiglie (+6,7%), sulla base delle elaborazioni su dati Ismea-Istat.
Ad apprezzare lo spumante made in Italy è soprattutto la Germania, principale cliente con una quota di mercato in valore del 21% che, peraltro, è progredita del 7% mentre gli Stati Uniti, che si posizionano al secondo posto nella graduatoria, hanno assorbito il 17% delle vendite italiane all’estero. Il Regno Unito è il terzo mercato di destinazione con una quota dell’8% in valore, ma particolarmente significativo è l’exploit nelle vendite di bollicine italiane in Francia dove è destinato il 6% del prodotto con la domanda che è cresciuta di ben il 24% in valore, nonostante la forte concorrenza del locale champagne.
Ma sul mercato statunitense, nonostante i buoni risultati degli spumanti nazionali, poco più un dollaro su dieci (12,3%) speso per comprare spumante estero è destinato ad acquisti made in Italy mentre ben il 77,7% viene ancora speso per acquistare "bollicine" francesi.

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