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La Repubblica

Piemonte regione top per uve e calici … Parliamo del Piemonte, con ben 2.538.700 ettari di superficie totale (il 43.3% del territorio è montuoso, 30,3% pianura, 25,4% collinare). L’attività agricola ha un ruolo fondamentale, con 960.445 ettari dedicati, ben il 37% dell’intera superficie regionale di cui 41.800 ettari destinati alla viticoltura. La produzione media annua è di 2,5 milioni di ettolitri di vino. E tra le regioni che presenta più denominazioni in Italia: 18 Docg e 41 Doc. Le principali varietà coltivate a bacca nera sono Barbera e Nebbiolo, seguite dalle bianche Moscato e Cortese. Le denominazioni di origine si dividono in otto zone: tra Novara e Vercelli, la zona del Canavese e Carema, le Colline Torinesi, il Monferrato, l’Astigiano, il Tortonese, Roero e le Langhe. Tra le zone più affascinanti, quella del Monferrato Doc, tra le province di Alessandria e Asti, dal 2006 Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco, e quella della Barbera D’Asti Docg. La varietà Barbera rappresenta il 30 % del totale dei vitigni coltivati; riconosciuta come Doc nel 1970, denominata Docg nel 2008, si caratterizza per tre sotto - zone: Nizza - dal 2014 tra le più pregiate, è diventata Docg, la cui area di produzione tocca 18 comuni - Tinella e Colli Astiani. Tra le Barbere di diverse microaree assaggiate hanno convinto. La prima: Bersano, Generala 2018, Nizza Docg Riserva, con le viti di 25 anni d’età media. Affina parte barrique e parte tonneaux. Corposo e strutturato, sentori di prugna rossa delicata, nel palato terroso, fresco e sapido, note di visciole, leggermente balsamico con aromi speziati di pepe bianco, equilibrato e persistente. La seconda è Pico Macario, Lavignone 2021, Barbera d’Asti Docg. Siamo su colline pleistoceniche, con le vigne di 25 anni d’età media. Affinato in acciaio. Eleganza e piacevolezza, primo impatto ciliegia rossa, violetta e erbe selvatiche, nel palato fresco, tannini morbidi che con l'acidità leggera li rendono giocherelloni, dalla persistenza fine. Infine, Hic et Nunc, Monumento 2018, Barbera d’Asti Superiore Docg. Le viti di età media di 80 anni crescono su terreno marnoso e argilloso. Affinamento: 12 mesi acciaio e 15 mesi tonneaux. Grande primo impatto ciliegie selvatiche e cocktail di spezie, puro con un’orchestra di tannini decisi e note tostate, profondità, polpa, intensità, una barbera che si scioglie nel palato, ampio e dinamico e trascina il gusto in un finale lungo.

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