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La Repubblica

Vigne da adottare e merende in cantina. La vendemmia è creativa … Tutti in vigna. Bambini e anziani. Famiglie. Enoturisti internazionali. A raccogliere uva. Ma anche a degustare e pranzare. Accarezzare la vite che si è adottata. Partecipare ad un’asta. È la vendemmia creativa. Dilaga sui colli della Toscana con finalità “partecipativa”: vuole accendere passioni e avvicinare altri consumatori al business, ma anche coinvolgere e sensibilizzare per risvegliare tradizione, cultura e rito che si vanno perdendo. “Dove sono finiti i ragazzi?”, si domanda Simone Solfanelli, direttore della Coldiretti di Siena, la provincia toscana a più alta vocazione vitivinicola. “In passato la vendemmia era occasione per tantissime persone di trovarsi insieme a lavorare e socializzare, era il momento per i ragazzi appena usciti dalla scuola superiore di mettere insieme il primo stipendio. È cambiato tutto. I ragazzi sono spariti”. Colpa della burocratizzazione portata dal sistema dei voucher, sostiene Coldiretti. Ma anche del rifiuto di una manualità che non sia digitale. Sarà per questo che la Tenuta agricola del Toscana Resort Castelfalfi di Montaione usa il richiamo tecnologico per catturare quelli che definisce “coltivatori virtuali” e portarli all’esperienza in vigna. Il progetto si chiama “Be Farmer”. Intanto le vigne si aprono alla vendemmia diretta degli appassionati. Che però sono chiamati ad un “atto d’amore”: adottare un filare di viti (o piante di olivo) per salvare la natura. Il costo dell’adozione va da un minimo di 320 euro ad un massimo di 500 euro all’anno (per 1, 5 010 anni) e varia a seconda che si adotti un “basico” filare di Sangiovese oppure un filare di merlot-cabernet. In cambio il “coltivatore virtuale” riceve 20 bottiglie di vino del vitigno adottato, una targhetta con il nome sul “suo” filare, il titolo onorario di Farmer in Castelfalfi e l’attestato ufficiale, una scultura dell’artista Andrea Roggi, sconto del 15% sull'acquisto di altri prodotti, la partecipazione ai corsi di degustazione per due persone e al tour della tenuta. Ripartire dai giovani, si diceva. “Vignaiolo per un giorno” è la vendemmia per i bambini organizzata da Franco Pacenti a Canalicchio di Montalcino domenica 29 settembre: si raccoglie l'uva, poi in cantina si trasforma in vino e si segue la lezione sul processo produttivo del Brunello, conclusione con merenda “di una volta” e foto ricordo (prezzo 10 euro). Al Castello di Meleto, nel Chianti Classico, e a Castiglion del Bosco a Montalcino, hanno invece pensato ad invitare alla vendemmia famiglie ed enoturisti. Fino a tutto ottobre Meleto “socializza” con vendemmia, degustazione di tre vini e pranzo all’Enoteca (55 euro a persona). Se si punta più in alto, nel week end 12-13 ottobre un anfitrione speciale, il giornalista enogastronomico Leonardo Romanelli, tiene anche un corso con diploma finale (prezzo 200 euro). A Castiglion del Bosco (29 settembre) ti consegnano un kit di vendemmia per partecipare ad una raccolta di 3 ore con degustazioni. Nessun territorio si sottrae al rito. La Fattoria La Leccia a Montespertoli invita domenica 29 settembre, alla prima vendemmia di uva biologica dell'azienda con brindisi (male (5 euro per un calice, altri 5 euro per la merenda). In Ornellaia, a Bolgheri, celebrano la “vendemmia d’artista”. Il direttore, Axel Heinz, per definire l’ultimo vino nato sceglie un aggettivo che caratterizza il prodotto e lo affida ad un artista di fama internazionale per etichette limitate su bottiglie da vendere in asta benefica. Gli undici lotti dell'ultima vendemmia in commercio, quella del 2016, con etichetta di Shirin Neshat sono stati appena “battuti”. E hanno fruttato 312 mila dollari al beneficiario dell’iniziativa, il programma “Mind’ s Eye”, creato dal Guggenheim per non vedenti o ipovedenti.

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