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La Repubblica

La rivoluzione 4.0 anche in cantina ma la sostenibilità di Berlucchi è in vigna … L’ intelligenza artificiale per la coltivazione delle uve: alla Guido Berlucchi & C., storica cantina della Franciacorta, prima del territorio, si fa viticoltura 4.0. In collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell’Università di Brescia e agronomi esperti, si monitora la qualità dell’uva, dalle caratteristiche organolettiche, all’evoluzione della composizione chimica in fase di maturazione o l’eventuale presenza di botrite o altre muffe. La tecnologia al servizio della terra. Sguardo proiettato sul futuro, ma piedi saldamente piantati nei vigneti, da dove parte il progetto di qualità sostenibile dell’azienda. Berlucchi Guido & G è una cantina che ha già il 91% degli oltre 500 ettari di terreni — di proprietà e gestiti direttamente — tutti biologici ed è vicina la completa conversione. Una rivoluzione condotta dai tre fratelli Arturo Ziliani, amministratore delegato e direttore tecnico, Paolo Ziliani, direttore export e e Cristina Ziliani, direttore marketing e comunicazione, che hanno ereditato il timone dell’azienda dal padre Franco Ziliani, l’inventore delle bollitine Franciacorta, allora chiamate “Pinot di Franciacorta”. Franco, enologo, è stato socio di Guido Berlucchi, il fondatore della maison, che poi è stata rilevata completamente dallo stesso Franco Ziliani. A questo primato è dedicata la nuova linea Berlucchi ’61, in onore della prima bottiglia di Franciacorta nata nella storica cantina di Borgonato, in provincia di Brescia. Eredità si fa per dire. I tre fratelli hanno comprato l'azienda: “Siamo uno dei pochi casi — sottolinea con orgoglio Arturo Ziliani — tra le aziende a conduzione familiare che ha scelto il pagamento per il passaggio generazionale”, commenta Arturo Ziliani Guido Berlucchi & C. è al segmento Elite di Borsa, dedicato alle imprese che vogliono intraprendere un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale. “Ma non pensiamo a nessun approdo al listino — dichiara Arturo Ziliani — con l’acquisto della quota di nostro padre controlliamo il 100% e crediamo nella crescita, soprattutto quella in valore che ha grandi margini di crescita nella Docg e che è il frutto delle nostre scelte”. Come i grandi artigiani del lusso, che lavorano in modo sartoriale sulla materia prima ma con strategie sempre più innovative. Il bilancio 2018 si è chiuso con una crescita del 4,8% a 41,85 milioni e un utile a +15%, pari a 6,2 milioni. Il Franciacorta, ritenuto dagli esperti il vero concorrente dello champagne, non è ancora molto conosciuto all’estero. Ma il brand Berlucchi sì e sebbene l’export sia ancora una quota minima delle vendite è in ascesa del 14,8%, soprattutto in mercati importanti come Usa, Giappone e Gran Bretagna. L'americana Wine Spectator, bibbia del settore, ha appena pubblicato un reportage sulla denominazione Fanciacorta e ha eletto Arturo Ziliani frontman del territorio, l'uomo più in vista. Mentre sul sito di Jansin Robinson, tra le più influenti wine columnist del mondo, è stato assegnato a Berlucchi il punteggio più alto di Franciacorta degli ultimi dieci anni. L'azienda comprende anche Caccia al Piano 1868, la tenuta di Bolgheri, nel cuore del territorio dove nascono alcuni dei più prestigiosi vini toscani. Un completamento importante del portafoglio. Millesimati, edizioni limitate e riserve fanno da traino alle vendite e alla fama del brand. A partire dalla Cuvée Imperiale. L’ultima nata è la gamma Nature di Berlucchi ’61, millesimata non dosata, ovvero senza aggiunta di sciroppi o zuccheri, bollicine particolarmente pregiate dove si rivela la grande maestria della cantina e la assoluta qualità delle uve utilizzate, arricchita da Nature Rosé e Nature Blanc de Blancs 2012. “Le produzioni Nature — spiega Arturo Ziliani —sono il futuro: il clima mite ci permette di avere prodotti equilibrati che non hanno bisogno essere dosati per un bere più morbido. Sono vini più rari, una produzione di nicchia che tuttavia restituisce l’identità franciacortina più veritiera”. Sabato 5 ottobre verrà inaugurata la prima edizione di Academia Berlucchi, nel seicentesco Palazzo Lana, storica sede aziendale, che dà il nome a una linea di bollicine, un vero e proprio brand. Si tratta di un progetto corporate della Famiglia Ziliani, sviluppato in collaborazione con Future concept lab di Francesco Morace. Un’agorà, luogo di pensiero, dove si confronteranno personaggi di rilievo internazionale sugli scenari socio-ambientali del futuro, tra sostenibilità, bellezza, cibo, arte e design per stimolare nuovi percorsi progettuali. Momenti di riflessione, ma anche di richiamo. Il turismo è diventato un traino per il business, richiama visitatori nei luoghi di produzione. Appassionati che tornano a casa riportando l’immagine della bellezza e unicità di ogni territorio. Oltre 20.000 persone hanno visitato le cantine e la sede storica di Berlucchi. E il turismo non è solo enogastronomico, ma anche turismo culturale.

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