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La Repubblica

Piccini e Geografico, due Chianti in 1 … Con 7,5 milioni la Tenute, azienda familiare, ha salvato dal fallimento la coop nata 58 anni fa a Gaiole e formata da 60 vignaioli. Saldati i creditori, parte il piano di rilancio affidato all’estero degli enologi Cotarella e Barabesi... “Il cuore del Chianti è salvo, viva il cuore del Chianti”. Tra le vigne la raccontano anche così, con esplosioni di retorica e trionfalismi, l’operazione con cui il gigante toscano del vino Tenute Piccini ha strappato al fallimento il Geografico, la prima azienda cooperativa nata 58 anni fa per iniziativa di 17 lungimiranti vignaioli di Gaiole, che con quell’operazione volevano rendere granitico un principio: qui, e solo qui, è il Chianti “vero”, quello Geografico appunto, per la prima volta codificato e formulato in disciplinare nel 790 dopo Cristo tra le vigne dell’Antica Lega e il castello di Brolio. Un principio da affermare con forza in quel lontano 1961 di fronte ai primi tentativi di scippo e abuso del nome Chianti. Ma la gloriosa missione del Geografico, prima coop ad ottenere il sigillo di qualità dei tre bicchieri, ha rischiato di disintegrarsi negli anni della crisi globale e della discendente redditività in agricoltura. L’azienda è precipitata in procedura fallimentare. Fin quando non è arrivato un cavaliere innamorato di queste terre. Dalla procedura giudiziaria concorsuale Tenute Piccini ha prima preso in affitto e ora acquistato l’azienda con un’operazione da 7,2 milioni di euro. Soldi che, tra l’altro, restituiscono il dovuto ad una buona fetta di creditori del Geografico. E ai quali si aggiungeranno altri denari per realizzare il piano triennale di rilancio, che poggia anche su rinnovo di botti, vasche in cemento e serbatoi nelle due cantine del Geografico a Gaiole e a San Gimignano, sotto la regia di Riccardo Cotarella, tra i massimi enologi al mondo ingaggiato da Piccini per la consulenza al gruppo, insieme al giovane talento Alessandro Barabesi proveniente dal gruppo Frescobaldi. Oggi gli agricoltori del Geografico sono 60. Ciascuno di loro è proprietario di vigneti, che a seconda dei casi si estendono per ettari o piccole porzioni. Quel che i viticoltori avevano mantenuto in comune proprietà societaria sono le due cantine del Geografico, a cui ciascuno conferisce le uve e che nei decenni si sono fatte apprezzare per invecchiamento, imbottigliamento e commercializzazione di una varierà sempre più vasta di etichette: Chianti e Chianti Classico, Rosso e Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Morellino di Scansano, Vernaccia a Igt, Vinsanto, Grappa. Piccini ha rilevato dal tribunale di Siena un’azienda che nel 2018 ha vinificato di 15.500 quintali di uva, ha fatturato 4,7 milioni e ha 16 dipendenti. Insieme, Tenute Piccini e agricoltori del Chianti Geografico, l’8 marzo dalle 18 presso la Sala della Musica del Relais Santa Croce, presenteranno tutti i contenuti di un’operazione che significa salvataggio e rafforzamento di una comunità di viticoltori, porta con sé valori sociali ed economici, è sostenuta da strumenti finanziari inediti: una convenzione che Tenute Piccini ha stipulato con Banca Ifis si fa garante dei pagamenti agli agricoltori nel momento preciso della consegna dell’uva e fissa scadenze certe di versamenti, in modo da ridare fiducia e più facile accesso al credito agli agricoltori e a tutti gli attori della filiera scottati dalla passata crisi. L'accordo con Ifis Banca è in realtà esteso a tutti i fornitori di Tenute Piccini, che possiede sette aziende sparse nei territori d’eccellenza di produzione: in Toscana la roccaforte a Valiano (Chianti Classico) vicino Siena, la Tenuta Moraia in Maremma, Villa al Cortile (Montalcino), ora le due cantine del Geografico, e poi le tenute “vulcaniche” di Torre Mora sull’Etna e Regio Cantina nel cuore dell’Aglianico del Vulture in Basilicata. Nel 2018 ha prodotto 16 milioni di bottiglie, fatturato 64 milioni, ha 67 dipendenti “Non ci siamo mai nascosti, siamo sempre stati orgogliosi delle nostre due anime: quella industriale e quella artigiana - racconta Mario Piccini, quarta generazione alla guida dell’azienda di famiglia - Ora facciamo nostra una terza anima, quella del mito, il Geografico”.

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