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La Repubblica

Fine wine italiani alle stelle … Corrono sul Liv-ex, mercato secondario dei brand di eccellenza. Da inizio anno l’Italy 100 è cresciuto del 5,15%, sono raddoppiate le bottiglie trattate e le etichette sono quadruplicate... Raddoppiata la quota di bottiglie trattate e quadruplicato il numero di differenti etichette: i fine wine italiani corrono sul Liv-ex, il mercato secondario dei vini d’eccellenza, dove anche le quotazioni salgono. Da inizio anno a fine settembre, l’Italy 100 è cresciuto del “5,15%. , superando in questo arco temporale i cugini francesi, dagli champagne ai Borgogna. Solo nell'ultimo mese i Borgogna hanno rialzato la testa, con un balzo del Burgundy 150 che a settembre ha superato tutti gli altri indici regionali. “I collezionisti stanno seguendo i vini italiani con crescente interesse - raccontano gli esperti del Liv-ex. Le innovazioni tecnologiche come il trading automaco hanno aiutato i vini del Belpaese a guadagnare maggiore attenzione sul mercato, dal momento che sorte risultati prontamente accessibili più stock e da più regioni”. Il Liv-ex è stato lanciato nel 2000 da James Miles e Justin Gibbs, due broker all’ingrosso di etichette prestigiose, che si sono accorti che il trading nel settore stava aumentando in modo esponenziale e che però mancava un indicatore affidabile. Il mercato secondario, sostengono gli analisti del Liv-ex, si conferma a tutt’oggi il meccanismo più efficace di determinazione del prezzo, particolarmente per le etichette più blasonate che beneficiano di una grande liquidità. Il mercato secondario premia in particolar modo i brand più prestigiosi, proprio per la loro fama, la riconoscibilità, valori che danno certezza anche ai consumatori poco specializzati. A riprova del successo crescente delle nostre etichette, un dato: nel 2007 i fine wine del nostro Paese erano una presenza ininfluente, dieci anni fa erano saliti al 2%, una quota ritenuta a quei tempi un grande successo; oggi il made in Italy in bottiglia è arrivato a contare 1’8,5% degli scambi globali del benchmark londinese in valore. Un segnale chiaro di come sia aumentato l’apprezzamento da parte dei grandi intenditori per i nostri produttori. L’indice traccia le performance di prezzo delle dieci più recenti annate fisiche dei dieci vini topo che sono maggiormente scambiati sul Liv-ex: Sassicaia, Masseto, Solaia (Antinori), Tignanello (Antinori), Ornellaia, Barbaresco di Gaja, Barolo Monfortino Riserva e Barolo Cascina Francia di Giacomo Conterno, Guado al Tasso (Antinori) e Redigaffi di Tua Rita. L’indice è sovrappesato verso i Super Tuscan, dove un’ampia produzione contribuisce a rendere attivo il mercato. A dispetto dell’incremento dell’indice, i vini toscani continuano a offrire uno dei pezzi di ingresso più economici nel fine wine market, Sassicaia, Tígnanello, Ornellaia a Tua Rita Redieaffi. scrivono sempre gli esperti di Liv-ex, rappresentano l’alternativa accessibile ai Bordeaux top. E anche le etichette piemontesi, con prezzi più alti, quasi il doppio dei Super Tuscan, presentano dei Barolo e Barbaresco top che costano meno della metà dei Bordeaux e un quarto dei Borgogna più quotati. Quotazioni cresciute poco per volta, ma in modo continuativo, che fanno delle nostre etichette investimenti poco volatili. Certo, i punteggi della critica contribuiscono a far lievitare il listino. Il Sassicaia 2015, appena ricevuto da Wine Spectator il riconoscimento di “wine of the vintage”, vino dell’annata, ha fatto registrare una crescita del prezzo del 25%. Tra agosto e settembre, il Sassicaia 2015 è cresciuto del +5,2% tra agosto e settembre, best performer del periodo, davanti a Pavie 2010 (+5,1%), Leoville Las Cases 2005 (+4%), Ornellaia 2013 (+3,5%) e la Mission Haut Brion 2009 (+3,4%). Con 526 Doc e Docg i produttori italiani non hanno gioco facile sui mercati stranieri. Nonostante questo non solo nell’Italy 100, di per sé già una rosa prescelta per chi ha già interesse per le nostre produzioni, ma anche nel Liv-Ex 100 - l’indice di riferimento della piattaforma che monitora l’andamento dei prezzi dei vini da collezione più ricercati in assoluto, francesi in testa, le nostre etichette si stanno facendo largo, con 39 etichette, delle quali 30 hanno fatto il loro debutto nell’indice.

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