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La Repubblica

Qui è nato lo Champagne … Épernay, la città delle bollicine più pregiate: musei e chiese neogotiche, palazzi rinascimentali e stelle Michelin. E la sede di Moët & Chandon, con i suoi 28 chilometri di cantine, un labirinto sotterraneo aperto al pubblico... È raffinata, Épernay. Raffinata e preziosa: un piccolo gioiello immerso nei vigneti, puntellato da magnifiche dimore rinascimentali, e da numerose aziende produttrici delle bollicine più pregiate del mondo. Situata tra la Marne e Coteaux, e circondata dalle colline, la cittadina popolata da 25 mila abitanti è infatti il punto di partenza ideale per scoprire la regione della Champagne. Effettuare una degustazione in più tappe nella città natale di questo vino rappresenta certamente un forte richiamo per il turista appassionato. Ma non l’unico, perché passeggiando nel piccolo centro storico, oltre agli allestimenti dedicati alla produzione della scintillante bollicina è possibile visitare la Biblioteca Municipale, custode del codice miniato dei Vangeli di Ebbone risalenti al IX secolo. Più di un veloce passaggio merita poi la chiesa neogotica Notre — Dame d’Épernay, così come il ristorante Les Berceaux, una stella Michelin, concentrato nella cucina classica del territorio. Distese lungo l’Avenue de Champagne, le più importanti maison di Épernay sono aperte al pubblico; tra queste, la storica Moët & Chandon che proprio nel 2019 festeggia i 150 anni del Moët Impérial, brut ideato in occasione del centenario della nascita di Napoleone Bonaparte. Un omaggio voluto da Jean-Remy Moét — amico dell’imperatore e nipote di Claude, fondatore nel 1743 della maison — che ha segnato un cambiamento epocale nello stile della bevanda più sofisticata del mondo. Se fino ad allora era lo Champagne dolce ad essere maggiormente apprezzato — solo l’1% della produzione era Brut — la riduzione del dosaggio richiesta dal Moét Impérial portò a una drastica inversione di tendenza, sparigliando le carte nel mondo dello Champagne. Alla base di un successo divenuto mondiale, furono l’intraprendenza di Jean-Remy Moët, e il suo desiderio di far conoscere quel vino così speciale oltre i confini francesi; oggi l’azienda, con i suoi 1180 ettari, di cui la metà classificati Grand Cru, è la più grande dell’intera regione della Champagne. Così come le sue cantine, un infinito labirinto sotterraneo lungo oltre 28 chilometri, aperto a visite guidate 7 giorni su 7. Solo 10 chilometri separano Épernay dall’abbazia benedettina Saint-Pierre d'Hautvillers; qui, nel 1668 fece ingresso il giovane monaco Dom Pierre Pérignon. Alle sue intuizioni si deve il processo produttivo dello Champagne, tutto il resto è storia.

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