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La Repubblica

Vendemmia di alta qualità ma la produzione è in calo per non affollare le cantine ... Troppe bottiglie invendute durante la crisi Covid, i Consorzi scelgono di diminuire la resa per non deprimere i prezzi. Ai sussidi di Stato non rinunciano neppure Sting e Bocelli...Già in cantina le uve bianche e alle ultime settimane di raccolta quelle rosse, al rush finale dell’ultimo miglio la vendemmia promette bene: ottima qualità, se il clima non impazzisce in questo finale giro di pista. Cala invece la quantità, in Toscana più che nelle altre regioni (Sicilia a parte). Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini calcolano per quest’anno la perdita di quasi 400 mila ettolitri di vino con una caduta della produzione da 2,625 milioni di ettolitri del 2019 a 2,232 milioni di ettolitri quest’anno, equivalente ad un -15 % rispetto all’anno precedente. Dipende dall’andamento stagionale, ma in parte non irrilevante anche da scelte strategiche dei Consorzi e delle singole aziende: tagliano la resa di uve ad ettaro per aumentare la qualità e ridurre la produzione, in modo da non deprimere i prezzi e non ingolfare cantine che abbondano di invenduto a causa della crisi sui mercati internazionali. Il contraltare all’ottima vendemmia è, infatti, la crisi, soprattutto di liquidità, che si è abbattuta sul settore colpito dal lungo periodo di chiusura di fondamentali canali di sbocco commerciale, come ristoranti, alberghi ed enoteche, per i prodotti di più alta gamma. E così ai sussidi di Stato previsti per le aziende vitivinicole dal Decreto Rilancio non hanno rinunciato cantine di personaggi ricchi e famosi. Come ad esempio Andrea Bocelli. E Sting, che ha tra l’altro deciso di sterzare con decisione sull’innalzamento della qualità dei suoi vini ingaggiando Riccardo Cotarella, numero uno degli enologi italiani. Le aziende agricole che fanno riferimento ai due cantanti, la Tenuta Bocelli società agricola srl di Cascina, che vede impegnati con ruoli amministrativi il fratello (Alberto) e il figlio (Amos) del tenore, e la Tenuta il Palagio srl società agricola unipersonale che fa capo al 100% alla Steerpike Ltd di Sting, risultano tra le aziende che hanno chiesto e ottenuto i contributi di Stato destinati alle imprese che si impegnano a ridurre la loro produzione. Di cosa si tratta? Il Decreto Rilancio ha deciso di soccorrere le aziende che tagliano di almeno il 15% la resa media di uve ricavate da ogni ettaro di vigneto, media calcolata sulla resa degli ultimi cinque anni eliminando l’anno con maggiore e con minore produttività. I contributi sono stati fissati in 500 euro a ettaro per le uve destinate ad Igt, di 800 euro a ettaro per le uve destinate a vini Doc e di 1.100 a ettaro per uve destinate a vini Docg. Delle 5.500 domande di sussidio inizialmente accettate da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), dalla Toscana ne sono arrivate ben 644, che poi sono aumentate di altre unità in conseguenza dell’integrazione all’elenco originario. Insieme a quelle di Sting e Bocelli, accolte le domande di molte altre aziende eccellenti, dalla Fattoria di Cusona di Girolamo Strozzi al Nobile di Alemanno Contucci a Montepulciano, dalla Tenuta di Coltibuono e Colle Bereto al Castello del Nero e alla Bindella srl società agricola, per continuare con la Congregazione benedettina Olivetana, che si scovano scorrendo i primi nomi della fitta lista di 73 pagina di Agea. Sono tutte cantine che hanno scelto di ridurre la produzione per aumentare la qualità, preservare il prezzo, evitare spese inutili di fronte ad un mercato che stenta ad assorbire le bottiglie e a riprendersi pienamente dopo il lockdown. Molte aziende hanno comunicato tagli di produzione ben oltre il 15% minimo, fino al 25-30%. E tante sono nei territori del Chianti Classico e del Nobile di Montepulciano, disegnando così la mappa della crisi.

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