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La Repubblica

Vino, calo è di misura. Per Sassicaia un trionfo … Il Liv-ex 100, considerato il benchmark degli indici del mercato secondario del vino, ha fatto registrare in novembre una leggerissima flessione, dello 0,15%. I campioni italiani hanno giocato un ruolo chiave nelle ultime quotazioni, sia quelle a forte rialzo che quelle al ribasso. Tra le etichette che hanno corso verso l’alto, del tutto controcorrente rispetto alla media di settore, figura il Sassicaia, l’annata 2015 è stata nominata recentemente vino dell’anno da Wine Spectator e questo non è estraneo al balzo del 26,7% del supertuscan di Castagneto Carducci, prodotto esclusiva mente nella Tenuta di San Guido a Bolgheri, il vino che ha precorso tutti i tempi nell’enologia italiana, inventato dal Marchese Mario Incisa della Rocchetta, che dopo aver notato la somiglianza tra i terreni di Grave, nel Bordeaux e quelli dei suo territorio, dove importo e piantò le prime barbatelle di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Anche il Masseto, altro gioiello enologico di Bolgheri-Castagneto Carducci, un Merlot di eccellenza prodotto dalla famiglia dei Marchesi Antinori, ha quotazioni in rialzo, ma del 6,6%. Grosso modo lo stesso incremento del Domaine Porisot Clos Roche, sempre millesimo 2015, che ha realizzato più 6,5%. Sull’altro versante, quello di chi perde quota, troviamo invece il Tignanello dei Marchesi Antinori, primo vino rosso prodotto nel Chianti con varietà non tradizionali, ovvero Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon in blend con Sangiovese. Il Tignanello 2015 a novembre è andato giù del 6,5%. Insieme al brand toscano, hanno perso terreno anche Beacusatel Chateauneuf Du Pape, 2015, che pure in ottobre aveva guadagnato quota, a novembre è caduto del 4,9%. Anche altre due grandi etichette francesi sono scivolate verso il basso: Latour 2000 e Haut Brion 2012, rispettivamente in perdita del 5,4% e del 4,4%. Il mercato secondario, sostengono gli analisti del Liv-ex si conferma il meccanismo più efficace di determinazione dei prezzo, particolarmente per le etichette più blasonate che beneficiano di una grande “liquidità”. Premia in particolar modo i brand più prestigiosi, proprio per la loro fama, la riconoscibilità, valori che danno certezza anche ai consumatori poco specializzati.

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