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La Repubblica

Focus Abruzzo ecco tre vini da provare … Una regione che nel settore vitivinicolo viene considerata a volte più a livello quantitativo che qualitativo è l’Abruzzo. Con una superficie totale di 1.094.700 ettari e 130 km di costa, raggruppa il 75% delle specie animali e vegetali d’Europa, con la più alta biodiversità. La superficie agricola copre quasi il 50% del totale, mentre quella vitivinicola conta 32.050 ettari su quattro province, Chieti, Pescara, L’Aquila e Teramo, con aree vitivinicole che vanno dal livello del mare fino a 900 metri. Negli ultimi anni i vini a base di Montepulciano d’Abruzzo, il principale vitigno a bacca rossa, sono riusciti a convincere grazie a una tessitura complessa tra aromi intensi di frutta di bacca rossa, armonici, pieni e vellutati, con un grosso potenziale di invecchiamento. Tra i vini di bacca bianca, sono Trebbiano e Pecorino a spiccate in qualità. E nei prossimi anni, soprattutto di fronte al cambiamento climatico, il Montepulciano d’Abruzzo, come vitigno tardivo, aumenterà il livello qualitativo dei vini. Le aziende vitivinicole hanno un grande potenziale e credono nella viticoltura sostenibile, tanto che la Regione d’Abruzzo s’è posta l’obiettivo di diventare entro il 2030, con il 70%, l’area vitivinicola sostenibile di riferimento europeo. Tra i diversi Montepulciani d’Abruzzo assaggiati, ne segnalo tre. Fattoria La Valentina, Bellovedere 2018, Montepulciano d’Abruzzo Doc: biologico, terreno argilloso, viti con età media di 42 anni, vinificazione in barrique e tonneaux. Un cavallo di razza che esprime aromi e sapori di more arricchito con erbe aromatiche e sentori di cacao, esplode nel palato con tannini nobili con una persistenza vivace. Piandimare, Villamagna 2019, Montepulciano d’Abruzzo Doc, terreno argilloso calcareo, viti di 30 anni, vinificazione in parte in barrique. Elegante, esprime aromi di marasche e prugne, bella rotondità e freschezza, leggero richiamo ad alloro e liquirizia, tannini morbidi e finale con sentori di more. Cantina Orsogna 1964, Coste di Moro 2015, Montepulciano d’Abruzzo Doc, biodinamico e vegano, terreno collinare, viti con 25 anni di età media, vinificazione in acciaio e tonneaux. Immersione nel “terroir”, nel cuore del vitigno, con sentori di frutta rossa e amarena, bella struttura elegante e tessitura con note tostate e tannini morbidi, nella parte finale chiude con note di mandorle.

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