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La Repubblica

Il Prosecco Doc in trincea per l’ambiente … La sostenibilità è il man - tra contemporaneo, un concetto sempre più presente nei discorsi istituzionali e professionali, necessariamente, ma molto spesso abusato. “Bisogna sfatare il mito - sottolinea Luca Giavi, direttore del Consorzio dì Tutela del Prosecco Doc - che basti parlare di sostenibilità per attuarla davvero. È un processo che costa molto, sia in termini di tempo sia economici. Un percorso fondamentale per la società” che, per essere realmente impattante, chiosa il direttore, ha bisogno di oggettività e trasparenza dei processi. Fattori ancora molto rari, lì dove il green washing impera. La necessità per poter apportare un cambiamento reale è quindi il delineare un percorso che sia realistico e soprattutto certificabile. “Perché nel campo dell’etica l’autoreferenzialità non può esistere”, aggiunge Giavi. “Come Consorzio stiamo lavorando in questo solco da due anni - racconta Silvia Liggieri, responsabile dell'Area tecnica del Consorzio di Tutela Prosecco Doc - per raggiungere la certificazione Equalitas. E un processo lungo, che ci ha aperto gli occhi, cambiando la nostra prospettiva su moltissimi aspetti. In primis sulla complessità di quello che ci aspetta. Attualmene, stiamo riesaminando tutti i dati su quanto già fatto per delineare una serie di linee guida aderenti alle norme europee”. In primis, il lavoro si è concentrato nel preservare e nell’accrescere “la qualità dei vini, ovviamente, rna implementando le azioni e migliorando le tecnologie disponibili in modo di poter gestire e prevenire gli effetti del cambiamento climatico, dalla Carbon Footprint al problema delle risorse idriche”. Dopo due anni di intenso lavoro proiettato in questa direzione, “in autunno arriverà il tempo dei primi test, i cui risultati definiranno l’agenda dei prossimi 5-10 anni" non solo per quanto riguarda il lavoro in vigna, ma anche perle linee produttive e di imbottigliamento, "per coprire la denominazione nel suo insieme”. Il prossimo passo? “Il fattore umano. Non si può parlare di sostenibilità senza che ci sia anche etica sociale. In questo caso - conclude Liggieri - siamo alla fase di analisi del contesto, per poi poter pensare le prime azioni concrete”.

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