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La Repubblica / Affari & Finanza

Dossier Vinitaly - Vino, la qualità è un business: uomini di affari, industriali, gruppi finanziari corrono ad acquistare terreni per produrre un bene che promette di diventare l'Eldorado del nuovo secolo: il fatturato ha superato i 14.000 miliardi, l'export 5000 miliardi. Da Vinitaly: calano le quantità prodotte, ma crescono le esportazioni sull'onda di un miglioramento qualitativo che avvicina ormai l'Italia ai livelli dell'industria francese. Bolla, commissario di Veronafiere: "è un pianeta che per primo il Vinitaly ha iniziato ad esplorare e che ha enormi potenzialità di assorbimento del nostro vino di qualità". Giacomo Tachis, il più autorevole degli enologi italiani: "credo che ancora il problema della concorrenza dei Paesi emergenti non si ponga per il vino italiano. Il problema è semmai il mantenimento dell qualità dei nostri vini e dell'identità".
Le operazioni: una corsa all'oro dei vigneti: in Chianti si acquista a non meno di 350 milioni all'ettaro, nelle Langhe sul miliardo ... il conte Brachetti Peretti, uno dei più importanti petrolieri italiani (API), vuole produrre vino dalle sue vigne nelle Marche. I Bossi Fedrigotti investono sul Marzemino in Trentino, Antinori compra vigna in Piemonte, i Frescobaldi si accordano con la Tenuta degli Attems in Friuli. Rivella e Meregalli comprano una tenuta a Montalcino. E Rivella spiega: "sono assediato da uomini d'affari che mi chiedono consigli su dove e come investire"

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