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La Repubblica / Affari & Finanza

L'intervista al Commissario VeronaFiere Bolla -
Sarà il Vinitaly dei record quello che si apre giovedì. Lo conferma Pierluigi Bolla che, come commissario straordinario, guida Veronafiere. «Al di là dei numeri impressionanti di questo Vinitaly, ci sono due fatti che ne testimoniano l'evoluzione: la partecipazione straordinaria al concorso enologico e il debutto di Vintur. Al concorso hanno inviato 3200 campioni cantine di 30 paesi. Vuol dire che Verona è ormai la sede del campionato mondiale del vino. E poi c'è l'apertura di Vintur, in collaborazione con la Biteg, che è la conferma della fondamentale importanza che ha assunto il turismo del vino e dell'olio».

Bolla, ma non c'è il rischio che il Vinitaly sia troppo compresso nel quartiere fieristico di Verona?

«Siamo una grande fiera nel mezzo di una città d'arte. Però abbiamo fatto passi avanti: abbiamo acquisito un'area di 30 mila metri quadrati, abbiamo un piano quadriennale di investimenti per 44 milioni di euro, realizziamo un nuovo garage sotterraneo per oltre 2000 auto. E con i bus navetta e il nuovo parcheggio di scambio al Bentegodi contiamo di alleggerire il traffico».

Lei è anche produttore di vino, non crede che ci sia troppa euforia?

«Mi ricordo di vent'anni fa quando vendevamo il vino sottocosto e a cisterne. No, non c'è il rischio che il giocattolo si rompa. Semmai c'è un problema di ulteriore miglioramento di qualità. Anche il mercato del vino è globale e l'Italia che ne sta acquisendo il primato può difendersi solo aumentando la qualità dei suoi vini e migliorandone l'immagine. E' quello che sta facendo anche il Vinitaly, stiamo cercando nuove suggestioni sulle quali costruire il futuro della rassegna».

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