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La Repubblica / Affari & Finanza

Il Prosecco di Valdobbiadene va in fiera e si fa studiare dal Censis ... Non è facile quantificare il valore di un profumo. Il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, ad esempio, "vale" 37 milioni 642 mila bottiglie, per la produzione del 2002. Di queste oltre 28 milioni erano di spumante. Il passato è dovuto al fatto che molte sono già state stappate. Un fatturato stimato di circa 200 milioni di euro. "Abbiamo il primato italiano in questo settore, dalla fine degli anni Novanta". Giorgio Bellini lo ricorda con un certo orgoglio, confrontandosi mentalmente con i produttori di grande lignaggio, Franciacorta e Asti avanti a tutti. Bellini è il presidente di Alta Marca, un'associazione pubblicaprivata tra comune di Valdobbiadene e 22 aziende di produttori di Prosecco. L’associazione è cosa ben diversa dal Consorzio di tutela del Doc, che invece vigila sulle caratteristiche enologiche e sulla promozione ufficiale. "Il Prosecco è l'unico Doc che fa riferimento al vitigno e non alla zona di produzione ricorda Bellini Il punto più critico da risolvere è quello del Prosecco "vero", che è quello di Conegliano e Valdobbiadene. E che dietro al nome del nostro vino non tutti i prodotti sono uguali". E' il profumo la caratteristica fondamentale del Prosecco. Pregio che, ancora negli anni Settanta "evaporava" spesso appena fuori dalle sue terre d'origine, penalizzato da una certa immaturità tecnica dei metodi di produzione. Un vino poco più che locale, insomma. "Ma dagli anni Ottanta c'è stata la rivoluzione qualitativa e promozionale. Tanto per fare un esempio ricorda Bellini ancora nel 1994 si producevano 18 milioni di bottiglie; sette anni dopo erano già 10 milioni in più. Nello stesso arco di tempo il peso dell'export è quasi raddoppiato, arrivando a pesare il 32% del totale. Il nostro primo mercato fuori dai confini è la Germania, che quest'anno è in lieve flessione, in parte compensato dal miglioramento sul mercato statunitense".
D'altronde l'incremento potrà essere ormai più qualitativo che quantitativo; gli ettari nei 15 Comuni interessati sono 4.133, suddivisi tra 3167 aziende. Significa che ogni coltivatore possiede poco più di un ettaro di vigneto. Le aziende spumantistiche sono 132 (60 nel solo comune di Valdobbiadene), con 4 cantine sociali e circa 5 mila addetti, compresi 150 enologi. Da quarant'anni il punto di incontro annuale è proprio la Mostra nazionale degli spumanti di Valdobbiadene, che si è appena conclusa. Nata nel 1964 come modesta rassegna di carattere regionale, dal 1999 è dedicata al variegato mondo delle bollicine nazionali. La quarantesima edizione ha visto la nascita dell'Osservatorio nazionale degli spumanti, con la pubblicazione di un rapporto annuale a cura del Censis. Una necessità, visto che l'Italia è il quarto paese al mondo per produzione, con circa 240 milioni di bottiglie, e il mercato va studiato a fondo.

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