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La Repubblica / Affari & Finanza

Vino e cultura, piace l’enoturismo. Un fenomeno in crescita: in un anno 4 milioni di viaggiatori in cerca di cantine e bellezze naturaliVino e cultura, piace l’enoturismo ... Il vino, sempre più vissuto come occasione di viaggio, ha dato vita all’enoturismo: un nuovo modello di vacanza che integra il mondo della produzione vinicola con le risorse naturali e artistiche del territorio. Spiega Franco Lambertini, presidente del Movimento Turismo del Vino, l’associazione nazionale che raggruppa mille aziende con l’obiettivo di valorizzare la conoscenza di questa bevanda e delle sue aree produttive: «Oggi vino e cibo sono al secondo posto come motivazione di soggiorno nel nostro paese, al primo come elementi di richiamo e di soddisfazione per gli stranieri: si stima che l’andar per cantine valga più di 4 milioni di visitatori all’anno». Il vino insomma, fa tendenza: l’ultima manifestazione Cantine Aperte organizzata dal Movimento lo scorso 2930 maggio in tutta Italia, ha mosso 1 milione 200 mila persone. Un dato importante che non riguarda solo le regioni vinicole più famose, tra cui Toscana, Piemonte, Friuli, ma anche aree con minore presenza di aziende, che grazie al vino si stanno rilanciando dal punto di vista culturale, come Molise o Basilicata.
Nato inizialmente nella zona di Montalcino, rinomata per il Brunello, oggi l’enoturismo è un fenomeno che cresce in tutto il paese diventando un vero e proprio sistema di percorsi tematici. Dalla via del Chianti in Toscana, a quella del Prosecco e del Valdobbiadene in Veneto, del Barolo e del Fresia in Piemonte, attualmente sono oltre 80 le strade del vino, organizzate con cartelli che segnalano la presenza di cantine, musei, attrazioni storiche e naturalistiche.
«L’enoturismo – dice Lambertini - spontaneo o organizzato costituisce tra l’altro un importante attivatore dell’intero tessuto socio economico rurale, misurabile sia in termini di fatturato, che di occupazione: le cantine aperte al pubblico devono mediamente al turismo il 1315% dei loro guadagni, e secondo recenti studi nei prossimi 3 anni gli addetti nel settore potrebbero essere oltre 10 mila, con la creazione di nuove figure professionali, come la guida turistica del vino». I dati forniti da Censis Servizi confermano questo crescente successo: in generale il valore della produzione di vino è di 7,4 miliardi di euro, di cui il 30% è destinato all’export. «Solo il settore enoturistico – dice Fabio Taiti, presidente di Censis Servizi ha generato nel 2003 un giro di affari di 2,5 miliardi di euro. Il vino si conferma così, come un volano per l’economia turistica nazionale: si calcola mediamente che per 10 euro di spesa in cantina, si genera una spesa turistica sul territorio di circa 50 euro». Anche secondo un’indagine svolta da www.winenews.it, uno dei portali sul vino più cliccati in Italia, risulta che per un "enoweekend" i turisti arrivano a spendere fino a 200 euro, e sono alla ricerca di una accoglienza qualificata in ambienti di charme e di ottimi prodotti da gustare e acquistare.
Le aziende vinicole che hanno fiutato questo nuovo tipo di esigenze, hanno quindi allargato la propria offerta con un mix irresistibile di tradizione, paesaggio, vino, arte e artigianato, investendo nello sviluppo e nella valorizzazione delle proprie strutture. «In particolare – dice Lambertini – si è puntato al miglioramento della ricettività e ad iniziative quali corsi di degustazione, workshop o seminari sul tema enologico. Risulta che il 5% del fatturato delle cantine associate al Movimento, è destinato al sostegno dell’enoturismo». A livello nazionale, la ristrutturazione delle cantine a fini turistici ha interessato oltre il 20% delle aziende; nelle aree più prestigiose la percentuale è addirittura del 90%.

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