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La Repubblica / Affari & Finanza

L’arte di mangiare e bere il business della formazione. Fioriscono anche in Italia i corsi dedicati al mondo dell’enogastronomia di alta qualità ... Il master in Wine business, l’unico in lingua italiana, al Mib di Trieste, non poteva mancare al Vinitaly che si è tenuto a Verona a inizio aprile. Tra tante etichette di grido ora anche un centro di formazione per competere con i paesi produttori di vino. «II nostro obiettivo è stato molto chiaro fin dall’inizio: arricchire, in collaborazione con le altre istituzioni del settore, la cultura del mondo del vino italiano, con gli elementi scientifici e tecnici adeguati a sostenerne lo sviluppo e il successo in un’economia globalizzata», racconta Francesco Venier, direttore dell’Mba in Wine Business. Partito nel 2003 e gestito insieme ad Agivi, Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, il master nasce dalla collaborazione con l’École de Management di Bordeaux, che realizza il WineMbain lingua inglese, e l’Eada di Barcellona, una delle principali business school spagnole. Accanto al master una serie di altre attività formative per executive del settore. L’ultimo esempio di come il mondo dell’enogastronomia sia diventato un mercato molto dinamico dal punto di vista della formazione. Certo, non siamo ai livelli della Francia. A Parigi alcuni ristoranti famosi sono arrivati a organizzare minicorsi sulle spezie per inventare salsine su misura per il gusto del singolo commensale.
Molto si sta muovendo anche da noi. Le enoteche fanno a gara per organizzare serata a tema dove sin inseganno abbianamenti inediti, la cultura del buon bere e del buon mangiare. Corsi per amatori che non intendono fare la concorrenza ai consolidati corsi per sommelier del’Ais, associazione italiana sommelier, o del Gambero Rosso e Slow Food. Ma in questo settore, dove il business cresce ma è anche difficile da stimare, professionale e amatoriale si intrecciano continuamente. Corsi sulle acque minerali, sugli oli, master sul cioccolato, come quello di Eurochocolate di Perugia.
«Il gusto di saperne di più», è lo slogan che accompagna il Master of Food di Slow Food, caposcuola in questo settore con la creazione di Laboratori del gusto dal Piemonte alla Puglia. Il gusto che va dal riconoscimento dei sapori all’interesse e curiosità per tutto quello che si nasconde dietro un piatto, un prodotto o un alimento. Altro gigante del settore è la scuola del gusto del Gambero Rosso a Roma, oltre ad aver portato così in alto il culto del buon mangiare e del buon bere da averlo promosso a spettacolo, ha anche rivitalizzato un’area periferica di Roma diventata oggi, con la Città del gusto, un centro di incontro e di tendenza, con ristoranti e corsi di tutti i livelli, dal Master in comunicazione enogastronomica fino ai corsi di cucina e sommelier. (arretrato de "La Repubblica - Affari & Finanza" del 20 giugno 2005)

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