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La Repubblica Affari & Finanza

Americani e russi: le alleanze globali dei Frescobaldi ... Un'operazione puramente finanziaria. Dovevamo rifinanziarci. A fine 2004 abbiamo comprato la quota restante di Castel Giocondo, Luce della Vite, e ancora il 50% di Ornellaia, investimenti impegnativi e tutte operazioni fatte in gran parte con il nostro cash». Vittorio Frescobaldi è il neopresidente di Tenuta Toscana, la nuova holding internazionale del vino creata con due partner di fama mondiale: la Spi Group di Yori Shefler, il re della vodka, e la Mip di Michael Mondavi, della dinastia americana di produttori della Napa Valley, in California.
Nella nuova società sono confluiti i tre asset di prestigio della famiglia Frescobaldi, le tenute toscane di Castel Giocondo, a Montalcino, dove si produce uno dei Brunello più celebrati, Luce della Vite, e la storica Ornellaia. L’arrivo dei nuovi soci è stato preceduto da un aumento di capitale, in base al quale il Gruppo Marchesi de’ Frescobaldi detiene il 72,29% del capitale. Spi Group il 25,82% e Mip, Mondavi Investment Partners, l’1,89%. Massimo riserbo, al momento, sul valore dell’operazione e della ricapitalizzazione. I Frescobaldi oltre ad essere i maggiori azionisti controllano anche la gestione. Oltre alla presidenza, anche il ruolo di amministratore delegato va a Giovanni Geddes da Filicaja, già al vertice del gruppo toscano.

«Potevamo scegliere una banca d’affari, un operatore di private equity, invece abbiamo preferito alleati comunque operativi nel settore, in grado di offrirci supporto finanziario ma anche una rete di alleanze internazionali fondamentale per la distribuzione dei nostri prodotti all’estero», racconta Frescobaldi. E spiega: «Il 50% delle etichette di Luce della Vite prende la via degli Usa, un mercato dove giochiamo in casa e l’alleanza con Mondavi ci garantisce la presenza. La Spi diventa invece un ottimo canale per espandersi nell’ex Urss, un mercato dalle forti potenzialità». Soci che non puntano solo alla remunerazione del capitale a scadenza, alla plusvalenza. Ma anche alla crescita industriale, del prodotto. Operazioni che nel mondo del private equity si chiamano di "direct venture", investimento finalizzato all’espansione del business prima che al ritorno finanziario.

Quello del vino è diventato un campo di battaglia, dove mai come ora sono stati messi in gioco così tanti soldi. E le aziende italiane, per quanto piccole hanno un ruolo di primo piano. Portando il nostro vino ai vertici delle classifiche mondiali: L'Ornellaia 1998, per esempio, è stato nominato vino dell'anno nel 2001 dalla rivista americana Wine Spectator, bibbia del settore; il Masseto 2001 ha ricevuto il massimo punteggio (100/100) dalla stessa testata. Etichette di lusso, vini lifestyle come si dice oggi, caratterizzati da una grande attenzione e una grande passione per la qualità. Per non parlare della valorizzazione nel tempo. Un lotto di 36 bottiglie di Brunello Castelgiocondo del 1990, a settembre dello scorso anno, a un’asta di Sotheby’s è stato invece aggiudicato a 1.127 sterline, su una valutazione di partenza di 480. Ma il mercato chiede alleanze forti, globali. Con i Mondavi da tempo esiste una stretta collaborazione. Insieme hanno dato vita a una jointventure paritetica per avviare, nel 1995, il progetto Luce della Vite. Ma ad agosto dello scorso anno la Mondavi Corporation è stata comprata da Costellation Brands, il numero uno americano, che così è subentrata nelle quote di Luce e delle altre toscane. Lo scorso anno i Frescobaldi, 57.600.000 di euro di fatturato realizzato tra proprietà distribuite tra Toscana e Fiuli Venezia Giula per oltre 1000 ettari, hanno rilevato la quota detenuta dalla Costellation in Luce, girandola poi alla Mip, nuova società costituita da Michael Mondavi, figlio di Robert, il capostipite, che ha in portafoglio Folio Fine Wine, importatore e produttore a cui i Frescobaldi si appoggiano in esclusiva per la distribuzione negli Usa. In questo passaggio, i Frescobaldi hanno anche ottenuto un diritto di prelazione sul 15%.
L’Ornellaia, invece, era stata ceduta in blocco da Lodovico Antinori che l’aveva portata alla fama mondiale ai Mondavi, che a loro volta ne avevano ceduto la metà ai Frescobaldi. Lo scorso anno, infine, i Frescobaldi hanno rilevato l’altro 50%. Un evento: 91 ettari vitati sulla costa toscana, a pochi passi dal borgo medioevale di Bolgheri e dal celebre viale dei cipressi di Carducci, diventati un pezzo di storia della nostra economia, ritornati tutti italiani.

Un vortice di passaggi, ora sfociato nella nascita di Tenuta Toscana. Tutto è stato redistribuito. Mpi resta con una piccola quota. Entra invece un socio forte: la Spi, gigante della produzione e distribuzione. Nata nel 1997, possiede 130 marchi di bevande alcoliche, sia nazionali che internazionali. I brand di punta: Stolichhnaya, Moskovskaya, Kremlyovskaya e Riga Black Balsam, il cognac Beaufond e altri brand e gin. Ogni anno vende oltre 100 milioni di litri di superalcolici in più di 120 paesi. Una porta spalancata sugli ex paesi sovietici, dove l’acquisto di vino di alta gamma sta crescendo a ritmi sostenuti. Ma anche una rete distributiva che arriva in tutto il mondo.

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