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La Repubblica / Affari & Finanza

Mettere ordine nell’enologia made in Italy ... Parte da Milano la proposta di mettere ordine nel mondo del vino made in Italy. A firmarla l’Unione Italiana Vini (attiva dal 1895), che per voce del presidente Andrea Sartori, suggerisce: “l’enologia italiana deve puntare sull’autoregolamentazione e sull’impegno dei produttori nei confronti della legge, dei consumatori, dei giovani e dell’ambiente. I controlli ci sono ma devono andare di pari paso con la responsabilità delle singole aziende”. Per raggiungere lo scopo bisogna creare un lavoro di squadre tra produttori e controlli. L’Uiv nei giorni scorsi ne ha parlato con ilo ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro durante un incontro sulla tutela dei vini Doc. Sartori suggerisce di tracciare lo stato dell’arte della vitivinicoltura e dopo un confronto con le normative dei concorrenti internazionale, avviare la riorganizzazione. L’Unione diventa socia dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol presieduto da Umberto Veronesi. “Un organismo - sottolinea Sartori - di cui condividiamo l’approccio a una materia dove è facile lanciare allarmismi sugli abusi e dove invece è necessario impegno per educare a un corretto consumo”. Non a caso, molti studi scientifici hanno dimostrato che il vino può avere effetti benefici su svariate patologie, fra tutte le malattie coronariche. Come dire: un buon bicchiere di vino fa bene allo spirito e alla salute. E’ solo questione di quantità.

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