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La Repubblica / Affari & Finanza

Il Brunello 2001 di Giacomo Neri incoronato da Wine Spectator ... Il miglior vino del mondo è un Brunello di Montalcino, uno dei marchi simbolo del made in Italy. Lo ha decretato Wine Spectator, rivista americana considerata bibbia del settore. Il Brunello di Montalcino al top della più importante classifica del mondo è il Tenuta Nuova 2001, di Casanova di Neri di Giacomo Neri, viticoltore alla guida di una delle più prestigiose cantine di Montalcino.
«Il miglior esempio del recente rinascimento della viticoltura Toscana», scrive il magazine che ha diffuso la graduatoria alla fine della settimana scorsa. Giacomo Neri, 48 anni, è l’esponente di una nuova generazione di viticoltori che hanno dato una marcia in più a questo territorio, salito ai vertici dell’enologia mondiale. Un successo che contribuisce a rafforzare l’economia locale, che ruota tutto attorno al vino e alle ricadute in termini di turismo e ospitalità che questo comporta. Solo fino agli anni 80 Montalcino era snobbata dagli stranieri e c’era solo un ristorante. Oggi pullula di alberghi, i valori delle case e dei terreni è salito alle stelle.
Un caso di marketing territoriale da manuale, che ha portato lo stesso Brunello a diventare un brand a sé, registrato, come le griffe Armani e Ferragamo. La conquista del più ambito posto nella classifica del Wine Spectator è l’ultima tappa: «E’ una soddisfazione impagabile che mi riempie di gioia ha dichiarato Giacomo Neri al sito www.winenews.it, che ha la sua redazione appunto a Montalcino abbiamo lavorato moltissimo in vigna e in cantina e questo premio ci ripaga di tutti i sacrifici di questi anni. E’ una vittoria di squadra e soprattutto il riconoscimento della grandezza enologica di Montalcino».
La superclassifica di Wine Spectator, da sempre uno dei verdetti più attesi nel mondo dell’enologia internazionale, vede, al nono posto, un’altra etichetta toscana, La Brancaia, con il supertuscan Il Blu, blend di Sangiovese (50%), Merlot (25%) e Cabernet Sauvignon (25%). A unire queste due etichette Carlo Ferrini, uno degli enologi più famosi del nostro Paese, consulente di entrambe le cantine: «Sono davvero felice, è un risultato strabiliante che premia due giovani aziende che si sono molto impegnate negli ultimi anni sul fronte della qualità estrema».
La Top 100 di Wine Spectator ha debuttato nel 1988 ed è diventata una classifica in grado di orientare il mercato. Gli esperti della rivista americana, tra cui James Suckling, che curano gli assaggi dei vini italiani ed europei, hanno degustato, per l’edizione 2007, oltre 12.000 vini. Ma l’ulteriore selezione è avvenuta anche secondo altri criteri: valore (prezzo), disponibilità (produzione) ed un "fattore x" che i giornalisti di Wine Spectator definiscono excitement.

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