02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

La Repubblica / Affari & Finanza

La cantina diventa sostenibile il sigillo di Boroli per vino ... Guido, l’architetto, ha seguito con il fratello Achille la passione del capo famiglia Silvano nelle terre di famiglia. E ora ha lanciato il progetto “green” per ridisegnare La Brunella ... Boroli hanno l’umore delle Langhe nel sangue. Silvano, il capofamiglia, ha messo la propria competenza professionale maturata nell’editoria e l’amore per le cose ben fatte al servizio della sua terra per avviare, nel 1997, una produzione di vino. Il mestiere del produttore vinicolo l’ha subito preso di petto. Ha acquistato due aziende agricole nelle Langhe: la cascina Bompé ad Alba, frazione Madonna di Come e la Cascina Brunella a Castiglione Falletto nel cuore del Barolo. Dei quattro figli maschi, solo due lo affiancano: Achille, il terzogenito direttamente, in qualità dl direttore marketing e commerciale delle tenute, e Guido, l’architetto, indirettamente, come progettista della nuova cantina La Brunella, dedicata all’invecchiamento e all’affinamento del Barolo e dei cru di prima categoria Cerequio e Vollero.
Achille è totalmente dedicato al vino e con orgoglio elenca i vitigni, coltivati nelle loro terre: il nebbiolo, il barbera, il merlot, il dolcetto, il moscato bianco, lo chardonnay e l’arneis. E’ fiero della capacità produttiva delle aziende di famiglia: 50/70 quintali di uve per ettaro, con una mediadi 1,5 kili per ceppo e una densità di circa 4000/4500 ceppi per ettaro. Guido arriva al vino dalla tecnologia e dalla predilezione per gli oggetti efficienti. Laureato nel 2001 a pieni voti in Architettura al Politecnico di Torino, segue la sua passione per le barche, oggetti nei quali la poesia delle forme raggiunge il culmine, e s’iscrive ad un master in design nautico. Era ancora al liceo (ultimo anno) quando va a fare l’aiuto falegname al cantiere Sangemini di Lavagna. Collabora poi con lo studio Besozzi&Salvetti per la realizzazione di un modello d’imbarcazione in
sandwich di Coracell-Nomex e carbonio. Nel 2003 vince il primo premio al concorso di progettazione per il Dally sailer di 33ft. Lavorativamente si è fatto le ossa nello studio milanese Mutti&Associati, collaborando alla riqualificazione dell’area ex Faema. Al vino arriva per vie familiari nel 2005. Dopo la ristrutturazione della casa dei genitori, gli tocca la costruzione della cantina dell’azienda La Brunella, oltre 1000mq dedicati esclusivamente alla produzione e all’affinamento del barolo e dei suoi cru storici “E difficile - ammette Guido - lavorare per la famiglia, i parenti sono committenti sempre molto esigenti, che danno input molto precisi e dettagliati. Bisogna mettersi in gioco totalmente”. E’ stata una impresa difficile costruire la nuova cantina per l’azienda di famiglia, anche per via di una tempistica molto stretta, dettata da esigenze produttive irrinunciabili. Una sfida in cui si è gettato con entusiasmo, inventando una nuova metodologia costruttiva, e tracciando un solco che funziona da esempio per nuove realizzazioni sostenibili. Destinata ad ospitare le barrique, La Brunella è stata costruita utilizzando come rivestimento esterno proprio il legno di rovere delle vecchie barrique. Rappresenta, quindi, l’idea di progetto circolare, ambito obiettivo dei creativi sensibili alla questione ecologica.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Altri articoli