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La Repubblica / Affari & Finanza

Cala la produzione di fiori e vino, la recessione frena l’agricoltura ... Anche se si fa più olio, il fatturato complessivo del settore è diminuito negli ultimi 5 anni di quasi l’8%. Ma nei primi mesi del 2011 c’è una lieve inversione di rotta... Aziende agricole in picchiata, non risparmiate dalla recessione. C’è di più: da1 2005 a1 2009 (il dato del 2010 non è stato elaborato dalle Camere di Commercio) è diminuite la produzione sia di fiori che di vino, mentre cresce quella dell’olio nelle 4 provincie, sfiorando i 50mila quintali all’anno. I1 fatturato complessivo dell’agricoltura ligure negli ultimi cinque anni è diminuito di quasi 1’8%. Le “ferite” della recessione economica si fanno sentire pesantemente nelle 13.088 aziende iscritte al 2009. Soltanto la provincia di La Spezia registra la crescita, con un più 9%. Comunque, le imprese liguri nel 2005 erano 14.505, nel 2000 oltre 44mila, e andando ancora indietro nel tempo si ricorda che nel 1970 da Sarzana a Ventimiglia se ne contavano ben 91.371. Quasi tutte a conduzione familiare. La parte da leone è fatta dalla provincia di Imperia, che vanta un terzo di aziende, di cui l’80% impegnate nel florovivaismo. E proprio qui si registra il più alto numero di chiusure: se ne sono perse un migliaio dal 2003 in poi.
“La crisi c’è e l’agricoltura non si espande - spiega Ivano Moscamora, presidente regionale della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) - cresce un pochino il numero di lavoratori dipendenti, e per fortuna negli ultimi tre mesi di quest’anno gli indicatori economici dell’Istat ci dicono che l’agricoltura, per quel poco che può, contribuisce di 2,3 punti nella crescita del Pil, che in generale nel 2011 ha invertito la marcia e comunque aumenta di non più dell’l%. Inoltre, gli investimenti strutturali nel settore agricolo in Liguria crescono e sono giacenti domande per 130 milioni di euro; ancora, 350 richieste di giovani che si vogliono insediare nel settore”. Il dato non compensa le fuoriuscite, ma è significativo. Il settore, che ogni anno fattura 720 milioni di euro e ne spende 200 per costi di produzione, secondo una stima molto cauta fatta dalla Cia, occupa una media di 25mila addetti ed ha il suo motore trainante nella floricoltura: 6500 imprese agricole. A seguire l’olivicoltura, che sorprendentemente dai 33.578 quintali del 2006 fa un balzo in avanti in termini di produzione, arrivando ai 46.430 del 2009. Poco indicativi i numeri della viticoltura: ogni anno si producono 35mila ettolitri di vino. Rappresentano l’1,7% di quanto si vinifica nel vicino Piemonte (due milioni di ettolitri all’anno). Sempre in discesa la curva relativa al recupero dei territorio e degli uliveti autoctoni. La crescita in termini di produzione, ma anche di valore aggiunto (incasso meno i costi) è invece dovuta al processo di valorizzazione del marchio Dop. Dicono gli esperti che questa controtendenza sarebbe determinata dall’adozione di nuove e più affinate tecniche di produzione e persino da nuove qualità di olive, più redditizie. Quantità d’olio che comunque non basta al fabbisogno della Liguria, valutato in 200mila quintali: “La produzione rappresenta il 20% del consumo interno - precisa Moscamora - olio che utilizziamo in un lampo, tanto che, se va bene, lo importiamo da Calabria, Sicilia e in misura maggiore dalla Puglia, ma quando va male anche da Marocco e Turchia”.

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