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La Repubblica / Affari&finanza

Hi-tech ... Come fare degustazioni su Second Life... Si può comunicare il gusto sul web? Si possono condividere profumi e sapori solo immaginandoli? E, soprattutto, come farlo se non li si conosce ancora, perché la fonte di stimolo è un prodotto che ancora non esiste? “La sfida è proprio questa, sperimentare una nuova frontiera della comunicazione e del marketing nel mondo dell’enogastronomia”, racconta Marco Caprai, il produttore di vino di Montefalco, in provincia di Perugia che ha inventato il Sagrantino, un vitigno autoctono attorno al quale grazie a lui si è sviluppata l’economia di un intero territorio.
Oggi Caprai va oltre: si accinge a lanciare un nuovo vino su Second Life, il mondo virtuale dove si vive una seconda vita attraverso il doppio digitale, l’Avatar. Il vino non esiste ancora, è il Sagrantino bianco, una nuova specie al centro di una ricerca nel vigneto sperimentale dove, sotto la guida di Leonardo Valenti, docente al Politecnico di Milano, uno dei massimi esperti di viticoltura, sta realizzando la riproduzione di 250 differenti genotipi seminando i vinaccioli per riscoprire le diversità genetiche del Sagrantino. Oggi si usano le barbatelle, in pratica tutte le piante sono cloni identici uno all'altro.
Riseminando, nascono piante tutte diverse una dall'altra, come i figli di una stessa coppia, tutti diversi, per combinazione genetica e non più per propagazione. Quest’anno c’è stata la prima raccolta. Da questa dovrebbe nascere il Sagrantino Bianco. Le prime bottiglie sono state oggetto di degustazione al Vinitaly di Verona ai primi di aprile da parte di un ristretto gruppo di esperti. Di che sa? come è? Il gioco ha preso inizio: gli Avatar cominceranno a parlare di questo vino, facendo rimbalzare in Rete profumi e bouquet immaginati. “Ci vorranno anni prima di sviluppare il Sagrantino bianco. Su Internet abbiamo la possibilità di anticipare i tempi, di raccogliere informazioni, impressioni, esperienze. Un investimento sul futuro, per accelerare l’ingresso sul mercato del nuovo prodotto”.
Ad affiancare Caprai in questa nuova avventura imprenditoriale Raffaella Albanese, docente di Sociologia delle Emozioni nella Link Campus University di Malta a Roma. “Montefalco, un villaggio che risale ai tempi dell'Impero romano, oggi è epicentro del più eccitante movimento vitivinicolo d'Italia”, scrive RobbReport, uno dei più famosi periodici americani di lusso e di stili di vita, che ha dedicato al marchio Arnaldo Caprai un servizio con richiamo in copertina. Due anni fa Marco Caprai ha lanciato il tappo con l’Rfid, il chip per l’identificazione via radiofrequenza. Ora il padre Arnaldo, imprenditore del cachemire, che non riesce ad avere il permesso di aprire un museo per gli antichi merletti che colleziona ha sposato il mondo virtuale: farà il suo museo online.

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