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La Repubblica / Affari&finanza

Biblioteca storica dell’Agricoltura un tesoro consultabile on line ... Consultare il catalogo della biblioteca storica dell’Agricoltura e chiedere i volumi in prestito, senza spostarsi da casa, con un semplice click. Sarà prestissimo possibile grazie all’accordo dal ministero delle politiche agricole e Microsoft per digitalizzare il catalogo cartaceo della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, renderlo disponibile online e mettere in rete. La biblioteca dell’Agricoltura è una delle più antiche e importanti in Europa. Istituita nel 1860, in concomitanza con la nascita a Torino del ministero, raccoglie testi sacri della storia economica e sociale del nostro paese: un milione di volumi, tra cui testi di Cavour, documenti del XVI secolo sulle prime applicazioni tecniche fitosanitarie, testi del 1700 scritti su fogli in fibra vegetale di canapa.
Microsoft metterà a disposizione il sistema operativo e i software a titolo gratuito per catalogare in un archivio digitale 600mila schede, per lo più manoscritte, e 2.500 foto in bianco e nero. L’unica spesa del ministero sono i 150mila euro per coprire le spese della società Homegate che realizza l’informatizzazione. Una volta digitalizzato, l’archivio sarà accessibile dal web, agli addetti ai lavori e non, da una sezione del sito del ministero sia per la consultazione che per il prestito dei volumi: solo i più antichi non potranno esser prestati.
“Pochi sanno del patrimonio storico custodito in questa biblioteca”, spiega Umberto Paolucci, chairman di Microsoft Emea. “Apriremo le porte al grande pubblico, tramite il web. Noi abbiamo già sperimentato questo modo di salvaguardare e diffondere la cultura con la Biblioteca Ambrosiana a Milano e la Lancisiana a Roma. È un lavoro complesso che ha una duplice valenza, da una parte di democratizzazione della cultura, dall’altra di protezione dei testi storici dall’usura del tempo. Quando il database sarà completo la consultazione sarà possibile online, e con essa la ricerca delle informazioni archiviate in digitale e la possibilità di visualizzare la scheda originale”.

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