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La Repubblica Affari&finanza

Vino. swap e derivati sul clima
decollano dall’Ontario agli Usa ... Con Premer Pacific Vineyard, gigante del settore, la svolta decisiva... “No, non stiamo ancora usando weather derivatives a copertura dei vigneti, ma li stiamo studiando e valutando come possono garantire beneficio in termini di copertura da rischi climatici estremi. E abbiamo già visto che per certe applicazioni sembrano promettenti”, Ian Malone è direttore Vineyard Investment & Finance della Premier Pacific Vineyards, un gigante della consulenza e dell’investimento nel settore vitivinicolo, con sede nella Napa Vailey, una della capitali californiane del vino. Un gigante che ha sviluppato competenze sia tecniche che finanziarie per sostenere lo sviluppo dei vini luxury, come li definiscono, vini di lusso di elevata qualità. Partecipazione finanziaria, expertise in reale estate sono alcune delle soluzione utilizzate in questo settore, rilevante per l’economia Usa. Premier Pacific guarda ora ai weather derivatives, ai derivati già oggi utilizzati nel settore energetico, come ulteriore strumento di protezione per la crescita delle aziende in portafoglio. Siamo agli inizi, in piena innovazione finanziaria. Ma Premier Pacific, con la sua massa critica, promette di dare presto un’accelerata a questo nuovo mercato.
I produttori sono ancora scettici,
e solo un gruppo di questa portata
che lavora con realtà d’avanguardia
e più familiari con la finanza, può
riuscire a dare la svolta decisiva.
In Ontario già ci sono i primi casi di imprese vitivinicole d’avanguardia che hanno adottato titoli di Copertura, pionieri come gli agricoltori che a metà dell’800 hanno usato i primi future per tutelarsi dagli imprevisti. Non a caso uno di questi pionieri è Norm Beal, presidente del
Peninsula Ridge Estate Vinery. Norm Beal, racconta Wine Business Monthly, è stato in passato trader di petrolio, un settore dove i derivati sul clima sono di casa. Cosi non ci ha pensato due volte a usare questo strumento finanziario per tutelare l’azienda vitivinicola da lui guidata, che si trova a Beamville, Ontario, territorio particolarmente vocato per la produzione degli Icewine, vino dolce che si ottiene dal congelamento delle uve. Un vino costoso, a produzione limitata e molto amato all’estero, che ora soffre per l’innalzamento della temperatura. Dopo due anni di mancata produzione, Norm Beal ha deciso di coprirsi con i weather derivatives: “Questi contratti sono particolarmente interessanti per I’icewine”, ha dichiarato a Wine Business Monthly. Un’iniziativa che non resta isolata. Un gruppo di produttori di icewine hanno contattato, nel gennaio dello scorso anno Weatherbill, un servizio comune di weather derivatives, dopo che avevano sentito parlare di come un tour operator si era coperto con derivati per il suo programma promozionale Let it Snow: se nevicava più di cinque pollici (12,5 centimetri) il primo dell’anno, cosa che provoca la chiusura dell’aeroporto. Grazie a questa copertura migliaia di cittadini del Quebec sono stati rifondanti dopo una tempesta che ha tenuto chiuso l’aeroporto internazionale di Montreal, mandando in fumo le loro vacanze.
Una copertura tanto più importante per le piccole imprese, che non hanno cash flow né fondi su cui contare. Ma allo stesso tempo uno strumento finanziario che può anche dare una maggiore competitività al proprio business: la sicurezza dell’indipendenza dagli eventi climatici spinge infatti a fare più investimenti, dicono gli analisti. “Meglio
della tradizionale assicurazione, anche per una maggiore flessibilità”, la giudicano gli esperti di Msi Guaranteed Weather, società specializzata in Risk Management che già segue la copertura con derivati in altri ambiti agricoli e ora sta cercando di sensibilizzare i vignaioli della California a utilizzare degli swap ad hoch, che funzionano cosi: si stabilisce un tetto massimo per la pioggia, se la pioggia resta sotto l’agricoltore riceve un rimborso prestabilito, se invece supera la soglia è l’agricoltore a pagare. Niente premio, come per le assicurazioni: Ma un rimborso solo se il business va bene.

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