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La Repubblica / Affari&finanza

Campari entra in sofferenza per il dollaro sempre più debole ... Il dollaro debole è il principale fattore di preoccupazione per il futuro di Campari. La società ha chiuso il primo trimestre del 2008 con ricavi per 190,9 milioni di euro, in calo del 2,9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pagando pegno alla forte esposizione sul mercato statunitense, stretto tra il rallentamento dei consumi e un cambio sfavorevole con l’euro.
Nei giorni scorsi JP Morgan ha pubblicato un report in cui esprime forte preoccupazione sulla sostenibilità dell’attuale ritmo di crescita per le aziende del beverage europeo. In particolare, la banca d’affari ha espresso un giudizio “Underweight” su Campari, indicando un prezzo obiettivo di 5,05 euro. Mediobanca guarda con maggiore ottimismo al futuro del
titolo: gli analisti di piazzetta Cuccia nei giorni
scorsi hanno confermato il rating “neutral”, ma
indicato un prezzo obiettivo di 7,1 euro. Nel report vengono sottolineati i rischi di mercato derivanti dalla bassa propensione dei consumi da
parte delle famiglie, ma si pone anche l’accento
sulle prospettive di rivalutazione del titolo alla
luce delle strategie adottate dal board. Intanto il
mercato attende gli sviluppi relativi alla possibile acquisizione di Stolichnaya, specializzata
nella produzione di vodka. Un’operazione di cui
si vocifera da diverse settimane, ma che finora
non ha trovato conferme ufficiali.

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