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La Repubblica / Affari&finanza

Gli scarti delle vigne del Sagrantino per l’energia fai da te della Cantina ... Una caldaia che funziona con gli scarti della vite: è entrata in funzione con la vendemmia dei bianchi a Torgiano, in provincia di Perugia, uno dei territori vocati per la produzione del Sagrantino, il vino che ha fatto conoscere l’Umbria enologica a tutto il mondo. Calore e luce dalla vigna, un progetto realizzato dalle cantine Giorgio Lungarotti in collaborazione con il Mipaf e il Centro di ricerca sulle biomasse dell’Università di Perugia. E’ il primo caso di utilizzo di un impianto di termovalorizzazione a biomasse alimentato con gli scarti della vigna per produrre energia per l’azienda vinicola. Un modo ideale per chiudere, proprio nel nome del vino, un ciclo virtuoso che mira all’autosufficienza energetica e ad un pianeta più pulito. “L’obiettivo dell’azienda è la piena indipendenza energetica”, racconta Chiara Lungarotti, oggi al timone dell’impresa di famiglia, nonché presidente del Movimento per il turismo del vino.
Grazie agli scarti di potatura la vite fornirà all’azienda vitivinicola 720 Megawatt all’ora su un anno, ovvero il 100% dei suoi consumi termici, per avere acqua calda, riscaldamento, vapore per la sterilizzazione delle bottiglie, acqua fredda per il condizionamento estivo e acqua refrigerata per il condizionamento delle vasche di fermentazione. Il sistema inoltre riuscirà anche a coprire circa il 30% dei consumi elettrici delle macchine frigorifere.

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