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La Repubblica / Affari&finanza

Dopo Tokyo Eataly “sbarca” a New York ... Cibi di qualità e ristoranti a tema: a 2 anni dalla nascita si può parlare di un fenomeno mondiale... È nato da meno di due anni (li compirà a fine gennaio), ma ormai è un fenomeno che interessa tutto il mondo: Eataly il primo supermercato dei cibi di qualità con i suoi ristorantini tematici (e con il suo ristorante gastronomico capace di guadagnarsi la stella Michelin in un solo anno) è diventato una tappa fissa per chi passa da Torino, turista o manager che sia. Seduti sugli sgabelloni nello spazio dedicato alla degustazione di salumi e formaggi, alla carne o alla pasta si possono incontrare all’ora di pranzo l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne o il vicepresidente John Elkann (nipote di Gianni Agnelli) scesi un attimo dai loro uffici del Lingotto per uno spuntino. Ma ci si vedono anche il sindaco Sergio Chiamparino, gli attori del serial Cento Vetrine o di qualcuno dei tanti film che si girano in questo periodo a Torino, Luciana Littizzetto e così via.

Fenomeno mondiale Eataly, come ammette senza falsi pudori il suo inventore (e proprietario) Oscar Farinetti: “Siamo quasi spaventati da quanto tutto stia andando bene. A meno di due anni dall’inaugurazione a Torino sfioriamo i 5 milioni di visitatori, e il fatturato, dopo l’exploit del primo anno, è ancora in crescita di circa il 20 per cento. Abbiamo avuto però anche 1500 bambini e oltre 400 anziani che hanno partecipato alle nostre iniziative didattiche sul cibo. E pure gli eventi hanno avuto grande successo”. Tutto questo nonostante la crisi: “Noi non l’abbiamo ancora sentita e non credo la sentiremo perché, come ho sempre detto, Eataly conferma di essere un format anticiclico, che non risente dello scenario”.
Un format esportabile: dopo il primo corner aperto oltre un anno fa a Milano (in un negozio Coin), Eataly ha inaugurato a fine settembre una sede a Tokio (“che sta andando benissimo” conferma Farinetti). A inizio dicembre è toccato a Bologna dove l’ex cinema Ambasciatori si è trasformato in un locale multiuso in cui la libreria Coop (le Coop sono socie in Eataly) si affianca a quasi mille metri quadrati di scaffali pieni di cibi e vini di qualità.
“In questi giorni sono a New York - spiega Farinetti al telefono - proprio per chiudere il contratto di affitto della sede americana. Stiamo trattando un locale molto grande all’angolo tra la Quinta e Broadway, in una posizione fantastica”. Poi però l’espansione si fermerà, almeno per un po’: “Il nostro non è un modello che possa ampliarsi all’infinito: se non hai materia prima da vendere di un certo livello non vai da nessuna parte. E la materia prima buono è rara”, conferma Farinetti.
Che però qualche ideuzza in serbo ancora ce l’ha: “Sì, il sogno sarebbe un accordo con la nuova Alitalia per un aereo in cui si mangino i cibi di Eataly. E lo stesso modello lo sto pensando anche per Trenitalia o per la compagnia ferroviaria privata che sta nascendo. Infine penso a un autogrill che utilizzi il nostro format. È chiaro che dovranno essere tutti pezzi unici, però”.

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