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La Repubblica / D

Happy Food ... Una questione di etichetta... Al Vinitaly si premiano i vini, ma anche le etichette. Quella d’oro quest’anno andrà a Litorale, un Vermentino di Luigi Cecchi & Figli. La bottiglia è anche bella da guardare. Merito di Simonetta Doni, titolare dello studio Doni & Associati, uno dei pochissimi in Italia specializzati nel “vestire” Doc e Igt di molte tra le più note cantine italiane. Doni ci spiega come sia diverso creare l’immagine per un vino destinato alla grande distribuzione, o uno servito al ristorante o da enoteca. “I buyer chiedono etichette diverse a seconda dei mercati. Una bottiglia da supermercato deve essere più di appeal perché fa mostra di sé. Quella da ristorante viene scelta in virtù della fama e della cantina, quindi l’immagine conta meno. Eppure anche questa bottiglia deve avere una nota visiva che resti poi nella memoria del consumatore, che magari la cercherà in enoteca”. E quando entra in gioco, quindi, l’effettivo valore del vino? “Più il prodotto è
blasonato e meno ha bisogno di packaging. I grandi Chateaux francesi non necessitano di molto di più di un disegno in bianco e nero della maison e un bel carattere per il nome. Mi spiego meglio: nel caso di un vino particolarmente riuscito si può giocare con una comunicazione a più livelli e meno immediata, anche perché ci si rivolge a un cliente più preparato”, spiega la designer. Quanto dura il processo creativo di un’etichetta? “Da un mese a un anno, se il produttore ci chiede di trovare un nome efficace. Magari lo si cerca per mesi e si scopre, quando lo si registra, che qualcuno ci aveva già pensato”. Il premio per Litorale la rallegra, ma la creazione di cui Simonetta Doni è più orgogliosa è Per Cristina, un vino nato sull’onda di un grande dolore vissuto dall’imprenditore Domenico Clerico. Al Vinitaly presenteranno il frutto di un’altra collaborazione, Aeroplan ServaJ (“aeroplano selvatico”), dal nomigliolo con cui la madre chiamava il produttore torinese. “Gli ho proposto sei immagini, lui le ha scelte tutte. A Verona presenterà una cassa di sei bottiglie, tutte con etichette differenti”.

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