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La Repubblica / Salute

“Italiano è più sicuro”. Una battaglia per l'origine ... Slowfood e Coldiretti hanno lanciato da poco una raccolta di firme per difendere l'etichetta con l'indicazione dell'origine dei prodotti alimentari. E la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione contro l'abrogazione della legge 204/2004, quella sull'etichettatura d'origine obbligatoria per alcuni alimenti. Tutti soddisfatti, dal ministro De Castro, a Coldiretti e Cia (Confederazione italiana agricoltori), e ovviamente i consumatori. Secondo un'indagine (Le opinioni degli italiani sull'alimentazione, Coldiretti/ISPO ott. 06) il 92 per cento degli interpellati si sente più sicuro se in etichetta trova indicato il luogo di coltivazione o di allevamento.
E l'80% sceglie italiano per essere più sicuro, tanto da essere addirittura disposto a spendere di più. Dato quest'ultimo in crescita di 9 punti rispetto al 2004 (da 40 a 49). Comprare italiano dunque dà più fiducia e sicurezza, ma perché? Per il 39%, per la qualità migliore delle componenti e del prodotto, ma anche perché gli alimenti sono più sicuri per la salute (22%). Nonostante questa fiducia, ancora oggi moltissimi prodotti hanno origine ignota, a cominciare da quello principe della nostra tavola, la pasta. Da dove arriva il grano? E perché nell'olio extravergine non deve esserci un'etichetta che ci dica da dove arrivano le olive? L'indicazione d'origine è importante anche perché garantisce la rintracciabilità e dunque aiuta non poco a prevenire i rischi alimentari.

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