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La Repubblica / Viaggi

Maremma ... Vini & oli per un tour di gusto... A Milano arriva “Wine Shire”. Per conoscere il meglio delle terre grossetane e scoprire nuove mete... Dite Maremma e che cosa pensate? Chi ha più anni ricorda una terra amara e insidiosa, poi la bonifica, il miracolo tutto umano di una regione strappata alle paludi con il lavoro, un paesaggio che comprende ancora distese dal fascino selvaggio ma anche colture, frutteti, vigneti e una porzione di costa. La provincia di Grossto, la più vasta della Toscana con i suoi quattromilacinquecento chilometri quadrati, punta adesso sulla Maremma per riscattarne l’immagine e mostrare un territorio dalle molte bellezze, una nuova destinazione per chi cerca mete turistiche non convenzionali, capace di esprimere incontestabili eccellenze enogastronomiche. Una delle prime iniziative in programma è “Maremma Wine Shire”, che porta a Milano il 21 e 22 novembre le eccellenze enologiche della zona e contemporaneamente permette di finanziare una nobile causa, la ricerca scientifica sulla distrofia muscolare di Duchenne, malattia rara per la quale non esiste ancora una vera terapia: all’ingresso della manifestazione ci sarà uno stand dove chi vuole può dare un contributo di 5 euro. Nello spazio milanese dedicato al gioco della Pelota (ingresso 15 euro) troveranno posto i centosessanta espositori che arrivano con i loro vini, dai più noti come il Morellino di Scansano, che è Denominazione di Origine Controllata Garantita, alle sette Doc (Bianco di Pitigliano, Capalbio, Ansonica Costa dell’Argentario, Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Parrina, Sovana), e le due Igt (Indicazione Geografica Tipica) Toscano e Maremma Toscana. Prodotti da un territorio coltivato a vite di circa novemila ettari, sono vini la cui qualità è in continua ascesa, tanto che attualmente il settanta per cento sono riconducibili a una Doc o a una Igt. In altre parole, bere un sorso di Maremma è un’emozione per i sensi che in più è garantita da un’attestazione di qualità. Formaggi, olio, salumi, funghi, miele sono invece tra i prodotti maremmani del comparto alimentare di particolare interesse. E nel corso della fiera a Milano si potranno degustare e conoscere, imparando anche come abbinarli ai vini che crescono fianco a fianco con le aziende agricole e gli allevamenti. Da segnalare in particolare le zuppe, il pecorino in tutte le fasi di stagionatura (profumo intenso, gusto leggermente piccante), i salumi e anchei prodotti del mare.


L’appuntamento

Maremma Wine Shire si svolge domenica 21 (17.30-22) e lunedì 22 novembre.


I vini

Dal Vermentino all’Aleatico, dal Morellino dl Scansano al Petit Verdot: ecco alcuni abbinamenti classici che vengono consigliati dai sommelier di Maremma Wine Shire per gustare al meglio i vini maremmani.

Vermentino. Con questo vino bianco si può tranquillamente abbinare una zuppa. Per esempio l’“acqua cotta”: cipolla, olio, pomodoro, aromi, uova e pecorino. Oppure la “fettunta”:
bruschetta di pane abbrustolito e olio extravergine.

Petit Verdot. Con un vino rosso e morbido come questo (il vitigno è di origine francese), si possono mangiare salumi e specialmente il buristo, un insaccato cotto da consumare tiepido.

Morellino di Scansano. Guadagna con qualche annetto in più: si sposa bene con un profumato piatto di “cacciuccio”, la tipica zuppa di pesce alla toscana.

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