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La Repubblica / Viaggi

Vivere Slow ... Ricca terra di Parma... Al via la kermesse dedicata a prosciutti, coppe e culatelli. Ma anche un’ottima occasione per scoprire la reggia di Colorno e i suoi giardini... La nuova manifestazione di Slow Food, “Po(r)co ma buono”, che si svolge a Parma dal 15 al 17 aprile nel contesto di CibusTour presso la struttura fieristica della città emiliana, mi fornisce due belle occasioni per “vivere slow”. Una per un atto d’amore verso la vicina Colorno; l’altra, grazie al curioso gioco di parole che è il nome della manifestazione, per un piccolo ragionamento tra Parma,
salumi e allevamenti. Colorno, quindici chilometri a Nord del capoluogo, è sede della reggia che fu di Maria Luisa d’Asburgo, seconda moglie di Napoleone. Una piccola Versailles, che regala ai visitatori lo spettacolo dei giardini sfarzosi e, adesso che è primavera, riccamente fioriti. Devo un afflato a questo luogo perché è stato per sette anni la seconda sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn): oggi non è più così, ma sono stati anni indimenticabili, nei quali la cittadina ha accolto meravigliosamente i tanti studenti dei master in scienze gastronomiche provenienti da tutto il mondo. Siamo nella bassa parmense, con i suoi tipici paesi da film - non sono distanti Brescello e Zibello - le nebbie che avvolgono tutto con i freddi invernali e lo scorrere lento dell’esistenza, tra la schietta socialità degli abitanti e le meraviglie gastronomiche di quest’angolo d’Italia. Si scoprono persone fantastiche in luoghi così, come quello che per me è un amico ed è stato una presenza più che confortante all’interno della reggia, la certezza di una chiacchierata colta e piacevole ogni volta che ci tornavo. Alberto Panciroli è il libraio la cui bottega si trova proprio all’interno della reggia, una tappa per calarsi nella storia dell’edificio e portarsi a casa qualche buon titolo. È un instancabile animatore culturale di Colorno. Andatelo a trovare, di sicuro vi saprà strappare una risata e vi farà conoscere qualcosa che non sapevate. A Parma invece, in Fiera per “Po(r)co ma buono”, avrete la possibilità di trovare in un sol luogo il meglio dei salumi nazionali: Presìdi di Slow Food, laboratori del gusto, tavole rotonde e un mercato dove fare acquisti. Una terra benedetta per la produzione di salumi ospita il meglio d’Italia e qualche prelibatezza europea: nessuno è più sciovinista di chi non lo è. Va da sé che tra le tante D.o.p o I.g.p italiane (siamo primi in Europa per i salumi), spiccheranno i prodotti locali, a cominciare dal prosciutto, senza dimenticare culatelli, culatte e coppe. Devono essere pochi e buoni però. La manifestazione è anche l’occasione per una rifiessione sull’insostenibiità degli allevamenti intensivi (e Parma ne sa qualcosa) e sulle nostre abitudini di consumatori di carne, perché se tutto il mondo ci copiasse faremmo collassare il pianeta. Per questo domenica 17 presenteremo a Parma una guida al consumo consapevole di carne della serie “Mangiamoli giusti”. S’intitola “Diamoci un taglio” e sarà anche scaricabile dal sito www.slowfood.it. Contiene tanti dati, consigli per diventare consumatori più consapevoli, capaci di orientare la produzione in termini di sostenibilità dei processi e rendere la nostra dieta più salutare. Per chiudere la giornata, se non sarete ancora sazi, consiglio il ristorante Cocchi, si va a colpo sicuro su tutta la tradizione parmense. A partire da salumi, ma anche con anolini, paste ripiene e bolliti spettacolari.

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