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La Repubblica / Viaggi

Vivere Slow ... Al mercato di Marsiglia... Produttori e consumatori: così 1.600 famiglie si riforniscono di frutta e verdura dai contadini che coltivano per loro. E la spesa è intelligente... Per capire meglio una città sarebbe sempre meglio sapere anche del suo rapporto con le campagne circostanti. Nel medioevo - lo sappiamo dai libri come “De magnalibus urbis Mediolani” di Bonvesin de la Riva - il contado era sempre considerato una parte integrante dell’urbe: oggi questo stretto rapporto si è interrotto. Tuttavia esistono esempi importanti di come possa rinascere in forma intelligente e innovativa. Prendete Marsiglia: lì circa 1600 famiglie si riforniscono attraverso le Amap (Association pour le Maintien de l’Agricolture Paysanne), un sistema che realizza la possibilità di mangiare locale in città e che sa anche spingersi oltre, rendendo i cittadini dei veri “co-produttori” o “consum-attori”. Il rituale si ripete 42 volte a settimana in 42 zone diverse della città: liberi professionisti, impiegati, studenti, pensionati si danno appuntamento nei cortili dalle scuole o delle maisons de quartier e aspettano l’arrivo di un furgone guidato da un contadino carico di verdure biologiche. In mezz’ora allestiscono e smontano i banchi dai quali si approvvigionano di verdura e frutta per una settimana. Sanno già che cosa l’agricoltore porterà e non dovranno pagare, perché a inizio anno hanno deciso insieme alui che cosa avrebbe coltivato e hanno pagato tutto in anticipo. L’associazione organizza la distribuzione, tutti collaborano a turno e in pochi anni hanno oliato benissimo il meccanismo. Le Aniap sono geniali: i cittadini si assumono il rischio d’impresa con l’agricoltore, sifidano di lui, sono consapevoli che potrebbe non andare tutto per il verso giusto, ma con una buona stagione potrebbero avere più di ciò che hanno pagato. Il vantaggio è comunque evidente: cibo fresco, locale e di stagione a prezzi equi. Intanto il contadino avrà sicurezza economica, serenità, voglia e stimoli per produrre meglio. Potersi concentrare sul lato produttivo senza dover investire tempo ed energie per la commercializzazione significa poter svolgere il proprio lavoro in condizioni migliori. E allora è più facile tornare alla terra. Anche per i giovani: a pochi chilometri da Marsiglia, nella pianura chiamata La Crau, con l’aiuto della sua giovane sposa e di un paio di collaboratori il trentenne Thierry Gozzerino coltiva circa 5 ettari e sta recuperando l’ormai asciutto alveo del fiume Durance, dove si trova parte della sua azienda. Da generazioni chi lavora quel terreno paga il dazio di dover asportare le pietre che ogni anno la terra restituisce. Di fianco al campo c’è un cumulo di pietre alto un metro che corre per la lunghezza dell’appezzamento. Tutta la sua produzione estiva e invernale è venduta tramite le Amap. Luc e Magali Falcot vivono invece a quaranta chilometri da Marsiglia dove allevano 200 capre della razza Rove. Esse mantengono puliti i pascoli e prevengono gli incendi. Luc ha lasciato circa 10 anni fa il suo lavoro di commerciante. Ha comprato il terreno e qualche capra e con sua moglie ha iniziato a fare il formaggio Brousse du Rove, che è anche un Presìdio Slow Food. Luc e Magali vendono la loro brousse in un’Amap. Vorremmo le Amap, simili alle Community Supported Agricolture (CSA) americane, replicate anche in Italia. Sono progetti economicamente realizzabili, un vero patto tra i contadini e chi vuole provare a diventare co-produttore restando in città. Se passate da Marsiglia, tra le altre cose, visitateli: sono una grande fonte d’ispirazione.

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