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La Repubblica

Vacanze da sommelier ultima moda dell’estate: nelle capitali del vino sarà tutto esaurito ... E’ questa, infatti, la novità-principe del trentaseiesimo Vinitaly, in programma da giovedì a lunedì prossimi nella cittadella fieristica di Verona. A far sussultare gli organizzatori della più grande esposizione di vini del mondo, gli ultimi dati sulla voglia di italiani e stranieri di scoprire, imparare, godere del nostro Paese attraverso gli itinerari del gusto: quasi un milionea esplorare vigneti ed etichette nell’ultimo appuntamento di “Cantine aperte”, oltre 3 milioni quelli pronti a un’enovacanza. Il tutto, per un fatturato che si prevede vicino ai 3 miliardi di euro. E con una previsione di incremento esponenziale, se è vero che il Censis servizi annnuncia per il 2003, ben 5 milioni di arrivi e 15 di presenze. Insomma, fine della fine pseudo-volontaristica, legata a un turismo di nicchia: così, venerdì, Veronafiere inaugura uno spazio interamente dedicato a una fiera nella fiera, il Vintour, e contemporaneamente premia Donatella Cinelli Colombini, l’intrepida vignaiola toscana, attuale assessore al turismo di Siena, ideatrice e fondatrice del Movimento del Turismo del Vino, oggi priesieduto da un’altra produttrice, la friulana Ornella Venica ...

Il debutto: Barolo, gli esperti assicurano “il ’98 è l’annata del secolo”

... Ed Enzo Vizzari, membro del Grand Jury Europeen dei degustatori e responsabile delel guide dell’Espresso, conferma: “Qui non è questione di nomi, io sono stato un convinto sostenitore dell’annata ’97 – dice – ma il ’98 probabilmente è ancora superiore, più elegante, più raffinato. E poi è formidabile lo spirito di squadre che anima questi produttori ...

La novità - Prevalgono le forme abbondanti. Addio alla flute per i bicchieri è una rivoluzione ...

Evviva le forme abbondanti. Per una volta, la dieta fa il percorso inverso: basta linee smilze e curve appena accennate, profili smagriti e lunghi quanto un sospiro. Protagonisti di questa piccola rivoluzione, non i volumi femminili, ma quelli dei bicchieri, che si stanno trasformando, gonfiando, ingrandendo, in modo inarrestabile.
I primi ad allargarsi, sono stati i calici da rosso. Che pure già godevano di misure abbondanti. Abbandonato senza rimpianto il bicchiere senza stelo, riservato ad acqua e bibite, e relegato al vino “da tutti i giorni” quello più ordinario, alto dieci centimetri e appena tondeggiante, gli appassionati hanno imparato a utilizzare da tempo i calici “borgogna” e “bordeaux”, studiati dagli esperti francesi a misura dei loro vini più prestigiosi: con profilo tondeggiante il primo, altrettanto panciuto ma un poco allungato il secondo, entrambi in grado di accogliere anche il naso più importante. Ma l’aumento di quantità e qualità della produzione enologica ha provocato una crescita esponenziale dei cosiddetti “bàlons”. Non solo da parte dei maestri vetrai più famosi, da Riedel in giù, ma anche a carico dei piccoli artigiani (su tutti, quelli di Colle Val d’Elsa, in Toscana), che negli ultimi mesi hanno realizzato calici alti quasi quanto una bottiglia, e larghi in proporzione. In scia ai rossi, sono arrivati bianchi e champagne. A cambiare, in questo caso, è stata la filosofia stessa del vino: basta con i bicchieri “beverini”, il bianco leggere , l’ebbrezza delle bollicine. Roberto Beneventano della Corte, amministratore delegato della società che distribuisce lo champagne Bricout, spiega: “Esistono bottiglie in grado di durare molti anni, come certi rossi. Quindi, anche i bicchieri si stanno adeguando. Le flute hanno fatto il loro tempo: in realtà, servono a irretire il cliente, dandogli una quantità minima di vino e illudendolo con il fascino delle bollicine che salgono. Ma non è perlage da solo a far grande lo champagne. Personalmente, preferisco un signor bicchiere da rosso”.
Discorso analogo per le grappe: il produttore piemontese Luigi Francoli ha promosso uno studio tecnico per realizzare un nuovo bicchiere: “Finalmente la Bormioli ha messo in produzione un calice svasato sul fondo, con un leggero restringimento a metà e poi di nuovo largo. L’ideale per apprezzare quanto si sprigiona dai nostri distillati”. I buongustai sono avvertiti. A parte la spesa per i nuovi bicchieri, basterà organizzare una festo un po’ animata per procedere alla rottamazione di flute e affini.

(pubblicato da "la Repubblica" il 7 aprile 2002)

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