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La Repubblica

Vini, passate e salumi di Stato cresce Isa, la nuova mini-Iri ... È la finanziaria del ministero dell’Agricoltura ed è già entrata in Conserve Italia e Cantine Bolla... Pochi giorni fa ha messo sul piatto 10 milioni di euro per acquistare il 48,8% di Giv Verona, la società che controlla le cantine Bolla, uno dei marchi più noti dell’industria vitivinicola italiana. Non è la prima volta che l’Isa, Istituto sviluppo agroalimentare controllato al 100% dal Ministero delle politiche agricole e forestali, apre il portafoglio per rilevare robusti pacchetti di minoranza in aziende agroalimentari.
Il 30 novembre del 2005, infatti, l’Isa, con il piglio di una banca d’affari privata aveva investito 30 milioni di euro per il 15% di Conserve Italia sottoscrivendo azioni di nuova emissione. Lo scopo: finanziare il piano di sviluppo della stessa Conserve Italia all’indomani dell’acquisizione di Cirio. Quanto al prossimo futuro è in vista già per settembre una nuova operazione nel settore dei formaggi e dei salumi. D’altronde la liquidità non manca perché Isa ha una disponibilità di 230 milioni da impiegare in futuro. Insomma, sembra proprio che con la benedizione del ministro Paolo De Castro stia nascendo una piccola Iri dell’agroalimentare. Certo, tutte le operazioni, come sottolinea Walter Bellantonio, l’amministratore delegato di Isa, hanno sempre avuto il beneplacito di Bruxelles. Il motivo: si sono svolte a condizioni di mercato senza distorcere la concorrenza e senza configurarsi come aiuti di Stato. Al contrario si tratterebbe di un legittimo sostegno ai progetti delle imprese di un comparto vitale per lo sviluppo del made in Italy. Bellantonio ha precisato che Isa interviene nell’industria agroalimentare secondo due modalità: finanza agevolata e merchant banking.
“In quest’ultimo caso - ha spiegato il manager - condividiamo un business plan ed entriamo nell’azienda. La nostra uscita è prevista nel giro di 7-8 anni o attraverso la vendita della partecipazione oppure tramite la quotazione in Borsa della società”. Insomma, tutto bene. A patto, però, che Isa scelga con oculatezza il partner industriale e non si lasci trascinare nelle perverse logiche assistenziali che hanno contrassegnato l’esperienza di altre finanziarie pubbliche come Sviluppo Italia. All’interno di questa cornice l’operazione Bolla appare emblematica. A cedere lo scorso settembre la Cantina Bolla di Pedemonte è stata la multinazionale americana Brown Forman Corporation. Mentre anche dopo l’ingresso di Isa il pacchetto di maggioranza della società Giv Verona Spa (51,2%) è rimasto nella mani del Gruppo Italiano Vini (Giv), la maggiore azienda nazionale del settore vitivinicolo con 265 milioni di giro d’affari, 15 cantine di produzione e 1.250 ettari di vigneto. L’intesa prevede fra l’altro che Giv sia il fornitore esclusivo dei vini italiani per Brown Forman.
“Questa operazione - ha detto il ministro De Castro - conferma la vitalità del settore agroalimentare italiano nei mercati internazionali e l’importanza delle politiche messe in atto dal governo per il sostegno dei progetti delle imprese”. Soddisfatto anche Rolando Chiossi, presidentre del Giv: “Con l’ingresso di Isa si rafforza la nostra società e le sue possibilità di sviluppo”.

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