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La Repubblica

Italia da bere ... Piatti esotici e bottiglie made in Italy per il cenone di Capodanno. E’ il modo migliore per celebrare il successo mondiale della nostra viticoltura, vincente anche sui mercati più lontani... Italians do it better. Il vino, s’intende. Almeno così dicono in giro per il mondo
(Francia esclusa). E poco importa se il cibo da accompagnare non è made in Italy. In vista del cenone di fine anno, la contaminazione con le cucine del mondo non spaventa bianchi e rossi, bollicine e passiti nazionali, ormai in grado di accompagnare le ricette più complesse, senza timidezze e senza tema di brutte figure. Sono passati molti anni e qualche miliardo di bottiglie, prima di varcare i confini con il meglio delle nostre produzioni. Siamo emigrati oltre oceano con
fiaschi improbabili e bottiglioni senza arte né parte, convincendo il resto del mondo che il nostro vino fosse tutto ruvidezze e bevute per uomini forti (e palati approssimativi).
Poi sono arrivati Angelo Gaja, le etichette pregiate, il marketing d’alto bordo: vini d’autore, da esibire come gioielli. E infine, storia degli ultimi anni, la conquista della cosiddetta fascia media, con prezzi un poco più alti, ma qualità nettamente migliore di quanto immesso sul mercato dalle aziende del nuovo mondo.
In un virtuoso rimando tra mercato interno ed estero, gli stranieri hanno scoperto che i vini italiani funzionano anche sulle loro tavole. E se Grant Achatz, strepitoso chef di Chicago, offre cinque vini italiani nel menù degustazione di tredici piatti servito nel suo “Alinea”, il made in Italy nel bicchiere riesce perfetto con l’intera gamma della gastronomia d’importazione.
Un tempo si sarebbe detto che il merito era tutto della nuova viticoltura “internazionale”: il lento, inesorabile declino delle uve locali in favore dei vitigni globali - chardonnay, sauvignon, merlot, cabernet - insieme alle nuove tecniche di vinificazione - lieviti superselezionati, barriques, concentratori - avevano sdoganato l’enologia italiana dagli sposalizi stantii con arrosti e pastasciutte per assicurarle un futuro più glamour.
E invece la Grande Rivincita passa da un’inversione di tendenza che unisce gli appassionati da una parte all’altra del mondo. Tramontata la moda dei vini muscolari e ruffiani (i cui tristi epigoni sono quelli aggiustati con le chips di legno), i piccoli, sbertucciati autoctoni hanno riconquistato dignità e posizioni, fino a far trionfare il “piccolo è bello”, che molto meglio si addice alla nostra cultura vinicola. Certo, il piacere delle bollicine italiane insieme ai crudi di pesce impreziositi da salse così poco italiane non stupisce più nessuno.
Ma un brivido di piacere enologico corre sul palato quando la scelta cade sui bianchi del sud e su quelli sardi, uve senza quarti di nobiltà apparenti, ma impudenti e conquistatrici al momento di accoppiarsi con i sapori speziati e complessi della cucina orientale. Allo stesso modo, vini rossi che dieci anni fa nessuno avrebbe speso lontano dalle ricette del circondario, oggi vengono gustati insieme a zuppe e carni dalle ricette elaborate e inusuali. Andate sul sito Vinitaly e scoprite le tappe del tour mondiale che tra pochi giorni porterà i nostri vini a spasso sui mercati del pianeta, con tanto di abbinamenti e degustazioni mirate, perfetti per ispirare il menù del vostro cenone. Se è vero che gli italiani lo fanno meglio, cibi del mondo e vini nostrani vi faranno cominciare benissimo il 2009. Senza rinunciare alle lenticchie, naturalmente.

Porterhouse ... Usa... La celeberrima T-bone steak, bistecca con l’osso a T, in versione lusso: maggiorata nella carne - doppio spessore, aspetto marmorizzato - dimezzata nell’osso Come con la fiorentina, il vino è il sangiovese, meglio se da uve biologiche.
Abbinamento: Chianti riserva Badia Coltibuono

Dim Sum ... Cina... I deliziosi “bocconcini tocca-cuore” (in cinese), nati per rifocillare i viaggiatori
sulla Via della Seta, comprendono bignè, gnocchetti, ravioli, involtini. Le bollicine di chardonnay
trentino sottolineano le diverse fragranze senza sovrapporsi ai sapori.
Abbinamento: Ferrari Brut, Ferrari fratelli Lunelli

Anatra laccata ... Cina... Preparazione complessa per il re dei piatti pechinesi, a partire dalla doppia laccatura con miele, aceto e sakè. Cottura su fuoco di legno di pesco e rifinitura con salsa di soia regalano aromi speziati, che il merlot friulano accompagna soavemente.
Abbinamento: Boscorosso, Rosa Bosco

Pollo Tandoori ... India... Secondo la ricetta originaria dello stato del Punjab, il pollo viene cotto
nel tandoor - forno interrato di terracotta - dopo marinatura con aglio, yogurt, limone e spezie.
Il campione dei verdicchi marchigiani in versione bio armonizza e accompagna.
Abbinamento: Villa Bucci, Bucci Wines

Paratha ... India... Sottile e croccante, il pane tradizionale impastato con il burro chiarificato
(ghee), cotto su una tavola e impilato dopo farcitura. All’interno lenticchie rosse, rafano, carne, paprika. Asciutto e fruttato, lo storico vino piemontese che pulisce il palato.
Abbinamento: Nebbiolo Langhe Doc, R. Voerzio

Caviale ... Russia... Il simbolo del lusso alimentare - a rischio di scomparsa nella versione “selvaggia” - prospera col favore di allevamenti eccellenti (di cui l’Italia è leader, grazie a Calvisius). A côté, il principe degli spumanti, a base di sole uve chardonnay.
Abbinamento: Anna Maria Clementi, Ca’ del Bosco

Clam Chowder ... Usa... Nella zuppa di vongole della West Coast, le grandi vongole Quahog sono tagliate, padellate con cipolla e pancetta e cotte insieme a latte e patate. L’assemblaggio altoatesino di pinot bianco, chardonnay e sauvignon dà freschezza e aromi fruttati.
Abbinamento: Nova Domus, Cantina Terlan

Sushi & sashimi ... Giappone... Il trionfo del crudo passa attraverso tipologie profondamente diverse - frutti di mare, crostacei, pesci -, la presenza del riso e le salse di contorno (a base di soia, wasabi, alghe). Perfetto d’accompagnamento l’autoctono campano dai toni agrumati.
Abbinamento: Fiano Terre di Dora, Terredora

Yakisoba ... Giappone... Il prefisso yaki battezza la frittura degli spaghetti giapponesi (soba) con zenzero, cavolo, carne, pesce, alga nori, hondashi (fiocchi di sarda essiccati) e wasabi (rafano piccante). Vermentino sardo dai profumi erbacei per accompagnarli.
Abbinamento: Tuvaoes, Salvatore Cherchi

Bortsch ... Russia... A base di carne di maiale, la poderosa zuppa anti freddo associa cavoli, cipolle, barbabietole e pomodori, più aceto e panna acida per sgrassare. Al posto della vodka, un fresco uvaggio di sangiovese e lanaiolo.
Abbinamento: Rosato, Castello di Ama


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