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La Repubblica

Un orto alla Casa Bianca, la svolta verde inizia qui ... Gli Obama: così si combattono crisi e obesità... Nell’America della più grave crisi economica dai tempi della Grande Depressione, Franklin Delano Roosevelt viene spesso citato come una fonte d’ispirazione per Barack Obama e la moglie Michelle non ha mai nascosto la sua ammirazione per Eleanor Roosevelt. Adesso la prima First lady afroamericana potrebbe imitarla in un dettaglio che riguarda la vita quotidiana e familiare alla Casa Bianca: organizzando un orto nei giardini della residenza presidenziale. Nel 1943, in piena guerra mondiale, la First Lady di allora fece costruire alla Casa Bianca il Victory Garden , un orto dove fece piantare verdura, frutta e odori per invogliare gli americani ad essere autosufficienti durante il conflitto. L’iniziativa ebbe un grande successo e i Victory Garden (chiamati anche War Garden o Food Garden for Defense ) si diffusero rapidamente in tutti gli Stati Uniti, arrivando a produrre il 40% di frutta e verdura dell’intera nazione. L’idea di coinvolgere gli Obama in una iniziativa del genere l’ha avuta Roger Doiron, direttore e fondatore di Kitchen Gardeners International , convinto che per fronteggiare l’attuale crisi economica (e per mangiare più sano) quanto fatto da Eleanor Roosevelt potrebbe essere replicato anche oggi. La sua petizione pubblica (online) per un Recession Garden alla Casa Bianca nel giro di pochi giorni ha raggiunto 75mila firme: “E’ parte della nostra storia ed è parte della storia della Casa Bianca. Sono certo che funzionerà altrettanto bene oggi”. Quello della qualità e dell’autosufficienza del cibo è un argomento cui la coppia presidenziale si è dimostrata sensibile. Barack Obama che ha fatto della lotta all’obesità e al cibo- spazzatura un punto saldo nel suo programma ha portato alla Casa Bianca Sam Kass, uno chef di Chicago convinto sostenitore del cibo organic invitando gli americani ad “incoraggiare i giovani a diventare agricoltori e a sostenere l’agricoltura locale e biologica”. La First Lady fin dai primi giorni del suo insediamento ha fatto comprare frutta, verdura e vino da aziende biologiche di Maryland, Pennsylvania e New Jersey. Nei giorni scorsi è apparsa diverse volte in iv, facendosi riprendere mentre cucina broccoli e risotto in un centro-rifugio per i senza casa: “Vogliamo essere sicuri che gli ospiti qui e anche nel resto della nazione possano mangiare cibo sano. Raccogliete frutta e verdura, portatene a chi ne ha bisogno. Dimostriamo che è possibile mangiare sano ovunque in America”. - Lei è disposta a dare l’esempio, magari proprio con un “Recession Garden” alla Casa Bianca. Ancora non c’è nulla di ufficiale, ma in questi tempi di crisi il fenomeno degli orticelli privati (biologici o non) sta avendo un piccolo boom un po’ ovunque negli States, aggiungendosi a tendenze ormai affermatesi da anni. Una situazione che per convinzione, ma anche per opportunità politica sembra perfetta per gli Obama e per la nascita di un orto alla Casa Bianca.

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